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- Di Arianna Andalusi
Tecnologie, modelli operativi e storie di successo italiane e internazionali per decarbonizzare i processi industriali
Ridurre le emissioni di CO2 nell’industria è una delle sfide fondamentali della transizione energetica e della decarbonizzazione globale. I processi industriali – dalla produzione di acciaio e cemento alla raffinazione e manifattura – rappresentano una quota significativa delle emissioni antropogeniche, tanto da essere classificati tra i settori “hard-to-abate” per le difficoltà intrinseche tecniche ed economiche nel diminuire drasticamente i loro gas serra.
In questo contesto, l’adozione di tecnologie innovative, la digitalizzazione dei processi e la riprogettazione delle catene produttive sono strumenti chiave per ridurre l’intensità carbonica, migliorare l’efficienza energetica e raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica fissati da norme internazionali e piani nazionali.
Le strategie di riduzione delle emissioni spaziano dall’incremento dell’efficienza energetica all’impiego di energie rinnovabili, fino all’adozione di sistemi di Carbon Capture, Utilization and Storage (CCUS) nei settori più difficili da decarbonizzare. Accanto alle tecnologie, crescono anche i casi di aziende e stabilimenti che hanno già conseguito risultati tangibili, offrendo modelli replicabili per altre realtà industriali.

Migliorare l’efficienza energetica e processi produttivi
Uno dei primi passi per ridurre le emissioni di CO2 in industria è migliorare l’efficienza energetica dei processi produttivi. La digitalizzazione dei sistemi di controllo, l’integrazione di sensori IoT e la manutenzione predittiva consentono di ottimizzare l’uso di energia e materiali, riducendo sprechi e consumi. Approcci come quelli adottati da alcuni produttori europei di packaging – che hanno tagliato le emissioni di Scope 1 e 2 rispettivamente del 57% e del 49% tra il 2020 e il 2024 – mostrano come la combinazione di fonti rinnovabili, ottimizzazione dei processi e automazione operativa possa portare a risultati significativi.

Riduzione di emissioni con impianti ibridi
In parallelo, soluzioni di co-generazione e sistemi ibridi che combinano produzione di energia e recupero di calore residuo migliorano ulteriormente l’efficienza complessiva degli impianti, abbattendo la domanda di combustibili fossili e le emissioni associate.

Cattura e sequestro del carbonio: il ruolo delle tecnologie CCS
Nei settori ad alta intensità carbonica, come quello del cemento e dell’acciaio, le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS/CCUS) stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Un esempio concreto è il progetto del gruppo Heidelberg Materials in Norvegia: lo stabilimento di Brevik, dotato di un impianto di cattura della CO2, è capace di sequestrare oltre 400.000 tonnellate di CO2 all’anno, pari a circa la metà delle emissioni della produzione di cemento dell’impianto.
Questo progetto è parte del più ampio Longship project norvegese, che mira a stoccare sotto il Mar del Nord fino a 5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, dimostrando che le tecnologie CCS possono essere implementate su scala industriale per settori difficili da decarbonizzare senza compromettere la capacità produttiva.


Energie rinnovabili e sistemi elettrici puliti di supporto
Sostituire combustibili fossili con fonti rinnovabili è un’altra leva efficace per ridurre emissioni. Sempre più aziende stanno integrando energie solari, eoliche e biomasse nei propri processi. A livello europeo, oltre ai casi di industrie private che installano impianti fotovoltaici da decine di megawatt, anche molti parchi industriali stanno adottando mix di fonti rinnovabili combinati con sistemi di accumulo energetico, riducendo significativamente l’impronta di carbonio delle loro operazioni.
Allo stesso tempo, l’elettrificazione dei processi di riscaldamento industriale e l’impiego di pompe di calore ad alta efficienza contribuiscono alla decarbonizzazione energetica, soprattutto quando l’elettricità proviene da mix a basso contenuto di carbonio. Queste strategie sono supportate da iniziative governative e programmi di incentivazione che premiano la sostituzione di impianti obsoleti con tecnologie pulite.

Nel Mondo…
Diversi esempi internazionali dimostrano come strategie integrate di decarbonizzazione possano portare a risultati concreti e replicabili in vari settori industriali. Nel settore siderurgico, SSAB HYBRIT in Svezia ha realizzato una tecnologia innovativa per produrre acciaio senza carbone, sostituendo il coke con idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili. La prima spedizione di acciaio “fossil-free” è stata consegnata nel 2021, e se applicata su larga scala potrebbe ridurre circa il 10% delle emissioni totali di CO2 della Svezia, segnando un punto di svolta per un settore tradizionalmente difficile da decarbonizzare.
Nel comparto chimico, lo stabilimento DSM Nutritional Products a Sisseln (Svizzera) ha sostituito una caldaia a gas con un impianto di cogenerazione a biomassa alimentato da cippato legnoso locale. Questo intervento ha ridotto le emissioni di CO2 di circa 50.000 tonnellate all’anno, fornendo contemporaneamente elettricità e vapore per l’industria e dimostrando l’efficacia delle fonti rinnovabili integrate nei processi industriali.


Anche il settore alimentare mostra esempi virtuosi: lo stabilimento di Innocent Rotterdam nei Paesi Bassi è progettato come carbon-neutral factory, combinando impianto solare, turbine eoliche, gestione intelligente dell’energia e stazioni di ricarica per veicoli elettrici. L’obiettivo è raggiungere la neutralità operativa entro il 2025, dimostrando come un approccio integrato di rinnovabili e digitalizzazione possa azzerare l’impronta carbonica di un sito produttivo.
Nel manifatturiero avanzato, il Global Lighthouse Network del World Economic Forum include stabilimenti con implementazioni tecnologiche e sostenibili. Lo stabilimento di Schneider Electric a Le Vaudreuil (Francia) ha ridotto consumi energetici ed emissioni di CO2 di oltre il 25%, grazie a sistemi digital twin e monitoraggio intelligente dei processi, mostrando l’impatto positivo di soluzioni di digitalizzazione sulla decarbonizzazione industriale.
Infine, il settore dei combustibili sintetici vede esempi come la fabbrica di e-metanolo in Danimarca, che utilizza idrogeno verde prodotto da elettrolisi con energia solare e CO2 catturata da impianti locali di biogas. Questo approccio permette una riduzione stimata fino al 95% delle emissioni rispetto alla produzione tradizionale di metanolo da fonti fossili, aprendo la strada a carburanti industriali sostenibili su larga scala.

E in Italia?
Anche in Italia emergono esempi interessanti. Il settore dei materiali da costruzione – tradizionalmente ad alta intensità di carbonio – sta investendo in innovazione: gruppi come Heidelberg Materials Italia stanno esplorando l’adozione di tecnologie CCS negli impianti nazionali, con studi di fattibilità per catturare CO2 e ridurre le emissioni di processo, potenzialmente rendendo lo stabilimento di Rezzato (BS) uno dei primi in Italia con CO2 catturata su scala industriale.
Altri settori, come la meccanica avanzata e la manifattura di precisione, stanno sperimentando programmi di efficientamento energetico basati su digital twin e automazione che consentono di ridurre consumi elettrici e termici fino a due cifre percentuali entro pochi anni.

Modelli organizzativi e politiche aziendali
Oltre alle tecnologie, un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni è giocato da modelli organizzativi e di governance aziendale. L’adozione di piani di gestione dell’energia ISO 50001, l’integrazione di obiettivi di riduzione delle emissioni nei piani strategici e la creazione di team interni dedicati alla sostenibilità consentono alle imprese di monitorare effettivamente i progressi, identificare aree critiche e allocare investimenti in modo mirato.Partnership con enti di certificazione e think-tank internazionali, come il Carbon Trust, offrono supporto specialistico per l’analisi delle emissioni e l’elaborazione di strategie su misura, combinando competenze tecniche e best practice globali per accelerare la transizione verso un modello produttivo low-carbon.


Conclusioni e prospettive
Ridurre le emissioni di CO2 nell’industria non è solo un obiettivo ambientale, ma un’opportunità strategica per aumentare efficienza, competitività e resilienza nel lungo periodo. Le tecnologie esistono e i casi di successo – sia italiani che internazionali – dimostrano che la decarbonizzazione industriale è possibile con approcci integrati: efficienza energetica, energie rinnovabili, cattura e stoccaggio del carbonio e modelli organizzativi avanzati.
La sfida futura sarà scalare queste iniziative e renderle economicamente sostenibili su vasta scala, sostenute da politiche industriali coerenti, incentivi mirati e una cultura aziendale orientata alla sostenibilità.









