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- Di Redazione BoLab
L’Italia inaugura il primo hub industriale per il riciclo di batterie al litio, tra innovazione, sostenibilità e economia circolare
La gestione delle batterie esauste – in particolare quelle al litio – è diventata una delle sfide ambientali più rilevanti della transizione energetica, con impatti diretti sulla sostenibilità delle filiere industriali e sulla sicurezza delle risorse.

La crescente domanda di accumulatori per auto elettriche, sistemi di storage e dispositivi elettronici rende infatti cruciale il recupero di materie prime critiche come litio, nichel, cobalto e rame. Tuttavia, secondo i dati più recenti, solo una frazione limitata delle batterie al litio attualmente immesse sul mercato viene effettivamente riciclata, evidenziando lacune tecnologiche e organizzative nei sistemi di raccolta e trattamento.

Nel contesto europeo, si registrano sviluppi significativi. In Italia è stato inaugurato il primo hub industriale integrato per il riciclo delle batterie agli ioni di litio presso Soliera (Modena), realizzato da Reinova in partnership con A&C Ecotech e il gruppo BTS & Saker.
Questa struttura è la prima in Europa in grado di gestire l’intero ciclo di vita di grandi accumulatori – dallo screening iniziale alla produzione di black mass ad elevata purezza – offrendo una soluzione industriale per il recupero di metalli critici e materiali riutilizzabili nella produzione di nuove celle e componenti.


Il nuovo impianto, progettato per trattare le chimiche più diffuse – come NMC (nichel-manganese-cobalto) e LFP (litio-ferro-fosfato) – ha una capacità di circa 12 mila tonnellate all’anno, con recovery rate di materie prime che raggiunge livelli molto elevati, contribuendo a ridurre la dipendenza da importazioni di risorse critiche e abbattendo l’impatto ambientale complessivo della filiera delle batterie.

Questa iniziativa si inserisce in un quadro normativo in evoluzione: il Regolamento UE 2023/1542 spinge verso standard più stringenti per la tracciabilità, trasparenza e sostenibilità delle batterie lungo tutto il ciclo di vita, includendo obiettivi di riciclo obbligatori per le materie prime critiche e strumenti come il Digital Battery Passport per monitorare lo stato e la composizione degli accumulatori in uso.
Accanto all’hub modenese, è in corso la progettazione del Portovesme Hub in Sardegna, frutto di una partnership tra Li-Cycle e Glencore, che punta a diventare una delle principali piattaforme di riciclo in Europa con capacità di trattamento annua di 50.000-70.000 tonnellate di black mass, convertendo materiali di batterie esauste in prodotti di qualità per l’industria.
Nonostante questi progressi, le criticità rimangono. La raccolta delle batterie portatili e degli accumulatori di grandi dimensioni è ancora insufficiente in molti Paesi, compresa l’Italia, dove i sistemi di raccolta e gestione non riescono a intercettare una quota significativa dei flussi in uscita dal mercato.


Nonostante questi progressi, le criticità rimangono. La raccolta delle batterie portatili e degli accumulatori di grandi dimensioni è ancora insufficiente in molti Paesi, compresa l’Italia, dove i sistemi di raccolta e gestione non riescono a intercettare una quota significativa dei flussi in uscita dal mercato.
Per migliorare la performance complessiva del riciclo, esperti e operatori del settore sottolineano l’importanza di rafforzare la raccolta capillare, incentivi per la restituzione dei prodotti a fine vita e investimenti in tecnologie a basso impatto ambientale per incrementare l’efficienza dei processi di recupero.



