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Antibiotici e ormoni negli alimenti? Scopri cosa rivelano (davvero) i dati

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Rapporto EFSA e dati 2024 mostrano livelli di antibiotici e ormoni negli alimenti molto bassi, sistema controlli efficace

Le paure sul cibo che arriva sulla nostra tavola sono spesso alimentate da immagini forti e allarmismi, ma i numeri raccontano una storia meno preoccupante di quanto si pensi. Secondo un’analisi basata sui dati pubblicati dall’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) , i residui di antibiotici e ormoni negli alimenti di origine animale restano estremamente rari in Europa e in Italia.

Il rapporto EFSA 2024, che ha analizzato quasi 494 mila campioni di carne, latte, uova e miele, mostra che solo lo 0,13% dei campioni supera i limiti di legge o contiene sostanze vietate. Nel caso specifico di ormoni e sostanze anabolizzanti, la non conformità si attesta intorno allo 0,28% a livello UE, mentre l’Italia si colloca tra i Paesi più virtuosi con appena lo 0,04% di non conformità nei controlli nazionali.

Questo significa che, sebbene la preoccupazione sui residui di antibiotici, steroidi o ormoni sia una delle principali ansie espresse dai cittadini — con circa il 36?% degli europei che la considera prioritaria — i dati oggettivi rivelano un fenomeno molto contenuto e ben monitorato.

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Il sistema di controllo europeo “from farm to fork”, che punta a monitorare ogni fase della filiera alimentare, ha dimostrato un’efficacia significativa: non solo vengono analizzati campioni su vasta scala, ma quando emerge una non conformità scattano controlli approfonditi, sequestri e sorveglianza rafforzata per prevenire rischi per la salute pubblica.

Per gli antibiotici, alcune sostanze sono vietate e mostrano livelli di non conformità estremamente bassi (circa 0,03% per quelle proibite), mentre altre, autorizzate in specifiche condizioni, restano anche in questo caso molto sotto i limiti di legge.

In Italia, il Piano Nazionale Mirato ha analizzato oltre 27 mila campioni nel 2024, con risultati rassicuranti e un impegno costante nel garantire che il cibo di origine animale rispetti i criteri di sicurezza imposti dall’Unione Europea.

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Gli esperti sottolineano che la percezione di rischio non sempre corrisponde alla realtà scientifica e che sistemi di controllo robusti, trasparenti e condivisi sono fondamentali per mantenere alta la fiducia dei cittadini. Inoltre, oltre ai residui di farmaci veterinari, il rapporto EFSA copre anche altri contaminanti chimici e biologici, offrendo una visione ampia della sicurezza alimentare.

Sebbene la tematica di antibiotici e ormoni negli alimenti resti al centro del dibattito pubblico, i dati aggiornati indicano una presenza molto limitata e ben regolata. Il sistema europeo di controlli, con il contributo delle autorità nazionali, continua a garantire un livello di sicurezza alimentare tra i più severi al mondo — un elemento cruciale per proteggere la salute dei consumatori.