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Biodiversità in crisi: i rischi nascosti per la salute pubblica

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La perdita di specie riduce servizi ecosistemici vitali: impatti su cibo, controllo malattie e qualità ambientale; soluzioni pratiche per la protezione locale.

La biodiversità non è solo un valore ambientale: è un’infrastruttura che sostiene la salute umana attraverso servizi ecosistemici fondamentali. Impollinazione, regolazione dei patogeni, fertilità dei suoli, qualità delle acque e disponibilità di risorse alimentari sono processi biologici che operano dietro le quinte della nostra sicurezza sanitaria e nutrizionale.

Negli ultimi decenni, la perdita di habitat, l’intensificazione della fruizione agricola, l’inquinamento e il cambiamento climatico hanno eroso questa base funzionale, generando impatti indiretti, ma concreti sulla diffusione di malattie, sul rischio di insicurezza alimentare e sulla resilienza dei sistemi produttivi.

Comprendere le connessioni tra diversità biologica e servizi ecosistemici è essenziale per progettare interventi applicativi che non siano solo conservativi ma anche orientati alla salute pubblica.

Indaghiamo su quali siano i principali meccanismi di impatto, come misurare il valore dei servizi ecosistemici e quali soluzioni applicative, a livello agricolo, urbano e territoriale, possono rafforzare la capacità del territorio di proteggere la salute.

Impollinazione e sicurezza alimentare: vulnerabilità e risposte

L’impollinazione animale è cruciale per la resa e la qualità di molte colture alimentari; la riduzione di api selvatiche e altri impollinatori aumenta il rischio di cali produttivi e di perdita di varietà nutritive. Gli effetti si manifestano sia quantitativamente (riduzione rese) sia qualitativamente (minore contenuto di micronutrienti), con ricadute su sicurezza e salute alimentare, soprattutto in sistemi locali dipendenti da colture impollinate.

Le soluzioni operative includono diversificazione delle colture, fasce fiorite e corridoi ecologici per favorire habitat degli impollinatori, riduzione e gestione mirata dei pesticidi (Integrated Pest Management), e adozione di pratiche agroecologiche che aumentino la complessità dell’ecosistema agricolo.

Monitoraggi basati su indicatori di popolazione degli impollinatori e su servizi di impollinazione stimati (es. visite per fiore, efficienza per visita) permettono di valutare l’efficacia degli interventi.

Anche alcuni strumenti finanziari — pagamenti per servizi ecosistemici e incentivi nei PSR — possono rendere sostenibile l’adozione su larga scala. Infine, programmi di citizen science e formazione degli agricoltori migliorano la partecipazione e il trasferimento di pratiche comprovate, riducendo la vulnerabilità delle filiere alimentari locali.

Regolazione delle malattie: biodiversità come barriera naturale

La struttura delle comunità biologiche influenza la dinamica dei patogeni: in molti sistemi, maggiore biodiversità diluisce la trasmissione di agenti patogeni (dilution effect) riducendo il rischio per l’uomo. Ci sono studi che hanno verificato la minore prevalenza di alcuni vettori in paesaggi complessi rispetto a monoculture che favoriscono specie ospiti ad alta specializzazione.

La perdita di predatori e di specie regolatrici altera le reti trofiche e può facilitare il proliferare di vettori e habitat a rischio; le azioni pratiche per ridurre questa problematica consistono nel ripristino di habitat naturali e di elementi paesaggistici (siepi, zone umide, boschetti) che supportino biodiversità funzionale e i predatori naturali; anche lagestione integrata del territorio è utile per ridurre aree di stazionamento dei vettori; infine la pianificazione urbana che integri spazi verdi multifunzionali capaci di ospitare specie utili è un’altra azione che impatta positivamente sul problema.

Sul fronte della salute pubblica è fondamentale integrare dati ecologici nei sistemi di sorveglianza delle malattie zoonotiche, promuovendo approcci che combinino monitoraggio sanitario, ecologico e attività di controllo adattative. Interventi preventivi basati sulla gestione ecosistemica risultano spesso più duraturi ed economici rispetto ai soli interventi reattivi di controllo vettoriale.

Suolo, acqua e nutrienti: servizi ecologici per la nutrizione e la resilienza

I processi del suolo — cicli nutrienti, attività microbica, ritenzione idrica — sono alla base della produttività agricola e della qualità nutrizionale degli alimenti. La perdita di biodiversità del suolo (macrofauna, microrganismi) degrada la fertilità, aumenta la dipendenza da fertilizzanti chimici e riduce la capacità di adattamento a stress idrici o climatici.

Le principali soluzioni applicative includono pratiche rigenerative: rotazioni diversificate, colture di copertura (piante coltivate tra due cicli colturali principali, solitamente in periodi in cui il terreno rimarrebbe spoglio), apporto di materia organica e tecniche di lavorazione minima che favoriscono comunità biologiche del suolo e aumentano sequestro di carbonio.

La gestione integrata delle acque (aree di ritenzione, strisce di vegetazione permanente: erba, arbusti o alberi poste tra i terreni agricoli e i corpi idrici) migliora la qualità idrica e riduce l’erosione, contribuendo alla sicurezza alimentare. Strumenti di valutazione ecosistemica — indicatori di biodiversità del suolo, test di attività microbica, monitoraggio della capacità di ritenzione — supportano decisioni tecniche e politiche. 

Agricoltura sostenibile e infrastrutture verdi per la salute urbana

Alla scala territoriale, promuovere reti di agricoltura sostenibile e infrastrutture verdi urbane aumenta co-benefici per salute, includendo riduzione di esposizioni a inquinanti, miglior microclima e maggior accesso a cibo locale nutrientemente diversificato.

In sintesi

La conservazione e il ripristino della biodiversità sono investimenti diretti nella salute pubblica: proteggere impollinatori, predatori naturali e comunità del suolo significa rafforzare la sicurezza alimentare, ridurre la trasmissione di malattie e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici.

Le soluzioni pratiche sono disponibili — da pratiche agricole rigenerative a infrastrutture verdi urbane e politiche di incentivazione — ma richiedono coordinamento tra agricoltura, sanità pubblica e pianificazione territoriale.

Arianna Andalusi

Scrittrice, ghostwriter e redattrice su tematiche ambientali e di sostenibilità sociale