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Antartide, il Sole governa la stabilità dei ghiacci marini

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Uno studio rivela il legame tra cicli solari e stabilità del ghiaccio marino costiero antartico negli ultimi 3.700 anni

La stabilità del ghiaccio marino costiero dell’Antartide potrebbe essere influenzata da un fattore spesso trascurato nelle dinamiche climatiche: l’attività del Sole. Un nuovo studio internazionale ha infatti evidenziato un collegamento tra i cicli solari e la frammentazione del ghiaccio marino antartico, offrendo una prospettiva innovativa sulle dinamiche della criosfera.

La ricerca è stata coordinata dall’ Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isp) e pubblicata sulla rivista Nature Communications, con il contributo di diverse istituzioni scientifiche europee tra cui le università di Trieste, Pisa e Napoli “Parthenope”, oltre a centri di ricerca internazionali come le università di Bonn, Cambridge e Plymouth e l’ Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) .

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Per ricostruire la storia del ghiaccio marino costiero, gli scienziati hanno analizzato carote sedimentarie prelevate dai fondali del Mare di Ross, in particolare nell’area dell’insenatura di Edisto, nella Terra Vittoria settentrionale. Integrando l’analisi di biomarcatori chimici presenti nei sedimenti con lo studio delle diatomee – microalghe marine molto sensibili alle condizioni ambientali – il team è riuscito a ricostruire la variabilità del cosiddetto fast ice negli ultimi 3.700 anni.

Il fast ice è il ghiaccio marino ancorato alla costa o al fondale, una componente fondamentale degli ecosistemi polari. Oltre a influenzare la circolazione delle acque e la salinità marina, costituisce habitat per numerose specie, tra cui pinguini e organismi della catena alimentare antartica.

L’analisi dei dati ha mostrato che la rottura del ghiaccio costiero non segue semplicemente un ciclo annuale stagionale. Al contrario, presenta oscillazioni su scale temporali molto più lunghe, con periodicità di circa 90 e 240 anni, che risultano sincronizzate con le variazioni dell’attività solare.

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Questo risultato suggerisce che i cicli naturali del Sole possano avere un ruolo nel modulare la stabilità del ghiaccio marino antartico nel lungo periodo. Comprendere tali dinamiche è fondamentale per distinguere tra variabilità climatica naturale e cambiamenti legati alle attività umane, soprattutto in un contesto di rapido riscaldamento globale.

La ricostruzione paleoclimatica ottenuta nello studio permette inoltre di estendere la conoscenza del sistema antartico ben oltre l’era delle osservazioni satellitari, che coprono solo gli ultimi decenni. L’integrazione di dati geologici, biologici e chimici rappresenta quindi uno strumento chiave per comprendere le dinamiche della criosfera e migliorare i modelli climatici.

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In un pianeta sempre più segnato dai cambiamenti climatici, studi come questo evidenziano quanto sia complesso il sistema Terra: anche fenomeni apparentemente lontani, come le oscillazioni dell’attività solare, possono contribuire a modellare gli equilibri ambientali delle regioni polari.