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- Di Redazione BoLab
Il report Beach Litter segnala un peggioramento del Clean Coast Index: plastica e mozziconi dominano i rifiuti sulle spiagge
Le spiagge italiane risultano oggi meno pulite rispetto agli anni precedenti. È quanto emerge dall’ultima indagine Beach Litter, il monitoraggio realizzato da Legambiente per analizzare la presenza di rifiuti lungo le coste della Penisola. I dati evidenziano un quadro preoccupante: la densità di rifiuti sugli arenili è elevata e il grado di pulizia delle spiagge risulta in peggioramento secondo gli indicatori internazionali utilizzati per la valutazione ambientale.
L’indagine ha coinvolto 63 spiagge distribuite in 13 regioni italiane, quasi il doppio rispetto all’edizione precedente, analizzando un’area complessiva di circa 196 mila metri quadrati. In totale sono stati raccolti e catalogati 56.168 rifiuti, con una media di 892 oggetti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Un valore che conferma la diffusione del fenomeno del marine litter, cioè la dispersione di rifiuti negli ecosistemi costieri e marini.

Il peggioramento emerge chiaramente anche dall’analisi del Clean Coast Index (CCI), uno degli indicatori più utilizzati a livello internazionale per valutare lo stato di pulizia delle coste. Secondo il monitoraggio, il 28% delle spiagge analizzate rientra nelle categorie “sporche” o “molto sporche”, un dato nettamente superiore rispetto al 6,6% registrato l’anno precedente. Parallelamente diminuisce la quota di arenili classificati come “molto puliti”, passati dal 42% al 27%.
Dal punto di vista della composizione dei rifiuti, la plastica resta il materiale dominante, rappresentando circa il 77,9% degli oggetti rinvenuti. Seguono, con percentuali molto inferiori, vetro e ceramica (8,3%), carta e cartone (4,3%), metalli (3,6%) e legno (2,4%). Tra gli oggetti più frequenti figurano frammenti di plastica, tappi, polistirolo, salviette umide e bottiglie monouso.

Particolarmente diffusi sono anche i mozziconi di sigaretta, che rappresentano il 7,5% dei rifiuti totali, con una media di circa sette per ogni dieci metri di spiaggia monitorata. Significativa anche la presenza dei cotton fioc in plastica, nonostante il loro bando in Italia dal 2019, segno che una parte dei rifiuti continua a raggiungere gli ecosistemi costieri attraverso scarichi impropri o dispersione urbana.
Secondo gli esperti, i risultati evidenziano la necessità di rafforzare sia le politiche di prevenzione sia le strategie di gestione dei rifiuti, soprattutto per quanto riguarda i prodotti monouso e le attività legate alla pesca e all’acquacoltura. In questo contesto, campagne di citizen science e monitoraggio ambientale come Beach Litter svolgono un ruolo cruciale: oltre a fornire dati scientifici, contribuiscono a sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sull’importanza di ridurre la dispersione dei rifiuti e proteggere gli ecosistemi costieri.



