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Un gigantesco iceberg si scioglie e lascia una scia verde: cosa significa

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Lo scioglimento dell’iceberg A-23a rilascia una massa di microalghe nel Mare di Weddell: implicazioni per ecosistemi, assorbimento di CO2 e circolazione oceanica.

Un recente scioglimento parziale dell’iceberg A-23a ha generato una vasta scia di microalghe nel Mare di Weddell, con possibili effetti a catena sugli equilibri biologici e fisici dell’oceano antartico. L’evento, documentato dagli strumenti di monitoraggio e dai ricercatori in loco, mette in luce come il rilascio di acqua dolce e nutrienti da grandi masse di ghiaccio possa modulare processi biologici su scala regionale.

L’iceberg A-23a, frammentatosi e in rapido ritiro, ha immesso nell’acqua superficiale una quantità significativa di limo e particolato organico intrappolato nel ghiaccio, insieme a nutrienti in forma biodisponibile. Questi apporti favoriscono fioriture di microalghe planctoniche, osservate come un’estesa ‘scia verde’che segue il percorso del ghiaccio. Fenomeni di fioritura come questo possono incrementare temporaneamente la produttività primaria, alterare la composizione delle comunità planctoniche e influenzare la catena trofica pelagica, con potenziali ripercussioni sui krill e sui predatori superiori.

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Dal punto di vista biochimico, la fioritura può stimolare l’assorbimento di CO2 atmosferico tramite la fissazione primaria. Tuttavia, l’effetto netto sul bilancio carbonico dipende dall’efficienza del trasferimento della biomassa verso il fondo oceanico (sequestro a lungo termine) e dalla respirazione microbica che può riemettere CO2. Inoltre, l’ingresso di acqua dolce modifica la stratificazione della colonna d’acqua: uno strato superficiale meno denso può limitare lo scambio verticale di ossigeno e nutrienti, condizionando la durata e l’intensità della fioritura.

Sul versante fisico, frammentazione e scioglimento di grandi iceberg alterano la circolazione locale, introducendo discontinuità termiche e salinità che possono interferire con correnti costiere e processi di mescolamento. Questi cambiamenti possono avere impatti su scale temporali variabili, influenzando la distribuzione di organismi planctonici e i modelli di dispersione larvale.

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Le osservazioni attuali sono integrate da campagne di monitoraggio remoto e da rilievi in situ: sensori satellitari rilevano la firma ottica della clorofilla, mentre campionamenti diretti permettono di valutare la composizione tassonomica e le condizioni fisico-chimiche. Gli scienziati sottolineano la necessità di dati longitudinali per comprendere se tali eventi diventeranno più frequenti con l’aumento delle temperature e la frammentazione dei ghiacci antartici.

La ‘scia verde’ dietro l’iceberg A-23a è un esempio concreto di come i processi criosferici interagiscano con la biogeochimica oceanica. Gli sviluppi futuri richiederanno osservazioni mirate per chiarire le conseguenze a breve e lungo termine su produttività, ciclo del carbonio e dinamiche ecosistemiche nell’area antartica.