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Primavera anticipata: le conifere crescono due settimane in più

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  • Di Redazione BoLab

Uno studio sulle foreste alpine mostra come il cambiamento climatico abbia anticipato la crescita delle conifere negli ultimi 200 anni

Il cambiamento climatico sta modificando il calendario biologico delle foreste alpine. Negli ultimi due secoli, infatti, l’avvio della crescita stagionale delle conifere si è progressivamente anticipato, offrendo oggi agli alberi circa due settimane in più di sviluppo vegetativo rispetto al passato. È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova insieme all’Consiglio Nazionale delle Ricerche e pubblicato sulla rivista  Global Change Biology .

La ricerca ha analizzato la dinamica di crescita di diverse specie di conifere delle Alpi – tra cui larice, pino cembro e abete rosso – ricostruendo l’inizio della stagione vegetativa negli ultimi duecento anni. Per farlo, gli scienziati hanno utilizzato un approccio retrospettivo basato sugli “anelli da gelo”, particolari cicatrici nel legno che si formano quando un improvviso abbassamento di temperatura colpisce l’albero mentre è già in fase di crescita.

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Queste tracce, conservate negli anelli annuali di accrescimento del tronco, permettono di individuare con precisione i momenti in cui la crescita era già iniziata. Gli anelli legnosi rappresentano infatti la registrazione naturale dell’attività annuale degli alberi e costituiscono uno strumento fondamentale per studiare le dinamiche climatiche e ambientali nel tempo.

Analizzando oltre 4.000 alberi nelle Dolomiti e confrontando i dati dendrocronologici con serie storiche di temperature giornaliere che coprono il periodo dal 1774 al 2020, il team di ricerca ha osservato che l’inizio della formazione del nuovo legno si è anticipato mediamente di circa sette giorni per secolo, pari a circa due settimane complessive in duecento anni.

Il riscaldamento climatico, quindi, sta estendendo la durata della stagione vegetativa nelle foreste montane. Tuttavia, gli scienziati sottolineano che le diverse fasi del ciclo vitale delle piante non reagiscono tutte allo stesso modo: mentre la crescita del legno si è anticipata moderatamente, la schiusura delle gemme e la fioritura possono essersi anticipate anche di oltre un mese.

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Queste differenze evidenziano la complessità delle risposte biologiche delle piante ai cambiamenti climatici. Comprendere tali dinamiche è cruciale perché l’accrescimento del legno è strettamente legato alla capacità delle foreste di assorbire anidride carbonica e immagazzinare carbonio, uno dei servizi ecosistemici più importanti degli ecosistemi forestali.

Secondo i ricercatori, risultati come questi possono migliorare i modelli globali della vegetazione e rendere più accurate le previsioni sull’evoluzione delle foreste in un clima che continua a cambiare. Le foreste alpine, in particolare, rappresentano un osservatorio privilegiato per studiare gli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi terrestri e sul ciclo del carbonio.