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- Di Redazione BoLab
Innovazione nel trattamento delle acque reflue: Milano e progetti europei mostrano come energia, nutrienti e acqua siano recuperabili
Nella settimana successiva alla Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, che quest’anno ha posto l’accento sull’uso sostenibile di una risorsa sempre più sotto stress, sono emersi risultati significativi da iniziative italiane ed europee dedicate alla valorizzazione delle acque reflue. In particolare Mm Spa, gestore del servizio idrico di Milano, ha illustrato i primi risultati di tre progetti tecnologici volti a trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse utili per agricoltura e industria, con potenziali applicazioni su vasta scala.
L’approccio innovativo non si limita al semplice trattamento: l’obiettivo è estrarre energia, nutrienti e materia dagli effluenti urbani, in linea con i principi dell’economia circolare. In questo modello, le acque reflue non sono più un rifiuto da smaltire, ma una fonte di valore: l’acqua stessa può essere riutilizzata, mentre azoto e fosforo contenuti possono diventare fertilizzanti per l’agricoltura dopo opportune fasi di recupero.

Queste sperimentazioni si inseriscono in un quadro più ampio di ricerca e innovazione. Progetti europei come REWAISE stanno sviluppando tecnologie basate su reattori anaerobici per migliorare il riutilizzo delle acque trattate, riducendo i costi operativi e mantenendo i nutrienti essenziali per l’irrigazione agricola, con risparmi fino al 25% nelle fasi di gestione rispetto ai sistemi tradizionali.
Un’altra frontiera riguarda il recupero di energia dai fanghi di depurazione. Ricercatori coinvolti nel progetto H2STEEL, finanziato dall’UE, stanno trasformando fanghi in biocarbone e idrogeno verde per la produzione industriale del settore siderurgico, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, trasformando scarti in risorse energetiche.
L’innovazione non riguarda solo materia ed energia, ma anche la gestione complessiva del ciclo idrico. Tecnologie avanzate come elementi di osmosi inversa ad alta efficienza, premiate a livello internazionale per il loro ruolo nel consentire strategie di zero liquid discharge (ZLD), offrono soluzioni per concentrare e riutilizzare flussi di scarico industriale, aprendo la strada a un riciclo più spinto delle acque.

In Italia si assiste anche a sperimentazioni concrete nel riuso per l’agricoltura: nel progetto Life Plus Ambiente ReQpro a Reggio Emilia, impianti di trattamento terziario consentono di irrigare oltre 2.000 ettari con acque reflue trattate, riducendo la dipendenza dalle risorse idriche superficiali e di falda.
Tali innovazioni si inseriscono in un contesto globale di transizione verso l’economia circolare dell’acqua, che comprende anche processi di depurazione biologica avanzata e sistemi naturali come zone umide artificiali per il trattamento di reflui domestici e agricoli.
Non meno importante è l’aspetto normativo e di governance. L’integrazione tra policy, ricerca scientifica e innovazione industriale è considerata essenziale per superare gli ostacoli tecnici e istituzionali al riuso diffuso delle acque reflue, come sottolineato da progetti europei e dalle recenti dichiarazioni di esperti del settore.



