- INFO POINT
- Di Redazione BoLab
Rapporto ASviS: il PNRR riduce il divario sugli SDGs, ma servono nuovi investimenti per completare la transizione sostenibile
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta contribuendo in modo significativo ad avvicinare l’Italia agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, ma il percorso resta ancora incompleto e richiede ulteriori interventi strutturali. Secondo il rapporto dell’ ASviS, elaborato con il supporto scientifico di Fondazione Enel e Unioncamere, il Paese ha colmato circa il 39% del divario complessivo che lo separa dai target europei e internazionali di sostenibilità.
Il risultato deriva dall’effetto combinato degli investimenti del PNRR, che hanno accelerato la transizione in settori chiave come energia, infrastrutture, innovazione e servizi pubblici. Il piano nazionale, parte del programma europeo Next Generation EU, mobilita risorse complessive superiori ai 190 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti, con l’obiettivo di rilanciare l’economia italiana e rafforzare la transizione verde e digitale.

Secondo le elaborazioni ASviS, la distanza media dell’Italia dagli obiettivi era pari a circa il 78% in una fase precedente al piano, mentre oggi si è ridotta in modo significativo grazie all’attuazione delle misure previste. Tuttavia, per raggiungere pienamente i target entro il 2030 sarebbero necessari ulteriori investimenti stimati nell’ordine di circa 20 miliardi di euro aggiuntivi, concentrati soprattutto nei settori in cui il PNRR ha avuto un impatto più limitato.
L’analisi evidenzia infatti una distribuzione non uniforme degli effetti del piano. Le maggiori risorse sono state indirizzate verso energia, innovazione e infrastrutture, mentre risultano ancora meno coperte aree come biodiversità, riduzione delle disuguaglianze e cooperazione internazionale. Questa asimmetria incide sulla velocità complessiva del percorso verso la sostenibilità, creando differenze tra territori e settori produttivi.
A livello territoriale, il rapporto mette in luce una forte eterogeneità. Alcune regioni mostrano progressi più rapidi grazie alla combinazione tra investimenti pubblici e capacità amministrativa, mentre altre rimangono più indietro, soprattutto nelle aree caratterizzate da fragilità strutturali. Il divario territoriale resta quindi uno degli elementi chiave da affrontare nella fase successiva alla piena attuazione del piano.

Un ulteriore elemento critico riguarda la sostenibilità nel medio periodo delle misure attivate. Il PNRR ha avuto un ruolo di acceleratore, ma il suo impatto dipende dalla capacità di trasformare gli investimenti in cambiamenti strutturali permanenti, soprattutto nei settori della transizione energetica, della digitalizzazione e della sanità territoriale.
Secondo ASviS, la sfida principale non riguarda più solo l’attuazione del piano, ma la costruzione di una strategia successiva che consenta di consolidare i risultati raggiunti e colmare il restante 61% del divario. Questo richiede una programmazione più coordinata tra livelli istituzionali e una maggiore integrazione tra politiche ambientali, economiche e sociali.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un’Italia che ha compiuto un passo avanti significativo verso gli obiettivi dell’Agenda 2030, ma che si trova ancora in una fase intermedia del percorso. Il PNRR ha rappresentato una leva fondamentale di accelerazione, ma non sufficiente da solo a garantire il pieno raggiungimento dei target di sostenibilità senza ulteriori investimenti e una governance più strutturata nel lungo periodo.



