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Gas serra in calo dal 1990: Italia accelera la svolta green

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Ispra: -30% emissioni dal 1990 grazie a rinnovabili ed efficienza energetica, ma trasporti e settori critici restano indietro

Le emissioni italiane di gas serra e inquinanti atmosferici mostrano un calo strutturale rispetto al 1990, confermando l’effetto combinato di rinnovabili, efficienza energetica e trasformazioni industriali nel percorso di transizione ecologica del Paese.

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Inventario nazionale delle emissioni elaborato da  ISPRA , nel 2024 la riduzione complessiva ha raggiunto circa il 30% rispetto all’anno base, con emissioni totali poco sopra le 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il risultato è legato soprattutto alla crescita delle fonti rinnovabili, alla riduzione del carbone nel mix elettrico e ai miglioramenti dell’efficienza energetica in diversi comparti produttivi e civili.

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Il sistema energetico italiano ha infatti beneficiato dell’espansione di fotovoltaico ed eolico, insieme al consolidamento dell’idroelettrico, contribuendo a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili nei picchi di domanda. Anche gli interventi di efficientamento degli edifici e dell’industria hanno ridotto l’intensità emissiva per unità di PIL, mentre l’elettrificazione progressiva di alcuni consumi finali ha rafforzato la traiettoria di decarbonizzazione.

Tuttavia, il quadro resta disomogeneo: il settore dei trasporti continua a rappresentare una delle principali criticità, con emissioni ancora elevate rispetto al 1990 e una forte dipendenza dal trasporto stradale, mentre anche il comparto residenziale e alcune attività industriali “hard to abate” mantengono un peso significativo nel bilancio complessivo.

Le dinamiche recenti mostrano inoltre che il percorso non è lineare: le stime più aggiornate indicano possibili oscillazioni annuali legate a fattori climatici e energetici, come la variabilità della produzione idroelettrica e l’uso del gas naturale nei momenti di maggiore richiesta elettrica. Questo evidenzia la sensibilità del sistema energetico italiano alle condizioni meteorologiche e la necessità di rafforzare capacità di accumulo e flessibilità della rete.

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In questo contesto, il dato storico del -30% rispetto al 1990 conferma una tendenza positiva di lungo periodo, ma allo stesso tempo mette in evidenza i limiti strutturali della transizione: i progressi nel settore elettrico non si riflettono ancora pienamente nei consumi finali, soprattutto nei trasporti e nel riscaldamento.

La sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di accelerare la decarbonizzazione dei settori più complessi, consolidando i risultati ottenuti e riducendo il divario tra comparti avanzati e comparti ancora fortemente dipendenti dai combustibili fossili.