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- Di Redazione BoLab
Mundys e Neya avviano un progetto di riforestazione nella Foresta Valdiviana per clima, biodiversità e comunità locali
Nel Sud del Cile prende avvio un nuovo intervento di riforestazione promosso da Neya, società benefit del gruppo Mundys dedicata alla rimozione della CO2 e alla rigenerazione degli ecosistemi. Il progetto interessa 170 ettari di superficie nella Foresta Valdiviana, uno degli ecosistemi a maggiore biodiversità del pianeta ma anche tra i più esposti a degrado e frammentazione ambientale.
L’area di intervento equivale a circa 240 campi da calcio e prevede la piantumazione di specie arboree autoctone come raulí, coigüe e roble, su terreni precedentemente utilizzati per pascolo o attività agricole a bassa intensità. L’obiettivo è ricostruire foreste native miste capaci di aumentare la capacità di assorbimento del carbonio e di ripristinare le funzioni ecologiche del territorio.

Il progetto non si limita alla componente ambientale, ma include anche una dimensione socioeconomica strutturata. Sono infatti coinvolti piccoli e medi proprietari terrieri locali, insieme a diverse decine di famiglie di agricoltori, che partecipano alla gestione operativa delle aree riforestate. Il modello prevede inoltre programmi di formazione tecnica e il potenziamento dei vivai comunitari, con l’obiettivo di creare competenze locali permanenti nella gestione forestale.
Sul piano climatico, l’iniziativa è finalizzata alla rimozione di circa 80 mila tonnellate di CO2 nell’arco del progetto, con una quota significativa destinata a compensare parte delle emissioni delle infrastrutture globali del gruppo. Il sistema include anche la valorizzazione dei crediti di carbonio generati dalla riforestazione, che vengono reinvestiti nei territori coinvolti attraverso meccanismi di condivisione economica.

Il progetto cileno si inserisce in una strategia più ampia di Neya, che ha già avviato interventi di riforestazione in altre aree degradate a livello internazionale, con un approccio basato sulla rigenerazione degli ecosistemi naturali e sulla loro integrazione con le comunità locali. L’operazione nella Foresta Valdiviana rappresenta così un ulteriore tassello nella transizione delle infrastrutture verso modelli di compensazione e rigenerazione ambientale.



