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Foreste urbane: ecco dove l’Italia può riforestare

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Uno studio italiano individua Napoli, Roma e Torino come aree chiave per nuove foreste urbane con benefici climatici e sociali

Napoli, Roma e Torino emergono tra le aree urbane italiane con il maggiore potenziale per la creazione di nuove foreste urbane. È quanto indica uno studio coordinato dall’ Università degli Studi di Milano e pubblicato su Restoration Ecology, che ha analizzato a scala nazionale dove il rimboschimento può generare i benefici più significativi in termini di clima, biodiversità, salute e gestione delle risorse idriche.

La ricerca si basa su un approccio multi-criterio che integra quattro funzioni ecosistemiche principali: mitigazione del cambiamento climatico, tutela della biodiversità, riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento e regolazione del ciclo dell’acqua. Le mappe elaborate mostrano che le aree con maggiore priorità non sono necessariamente quelle naturali, ma soprattutto i contesti fortemente urbanizzati e frammentati.

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Tra queste, le grandi città del Paese — in particolare Napoli, Roma e Torino — risultano strategiche per interventi di forestazione urbana. Il motivo è duplice: da un lato l’elevata densità abitativa amplifica i benefici ambientali del verde, dall’altro la carenza di copertura arborea rende più efficaci nuovi interventi di piantumazione.

Secondo i ricercatori, la pianificazione del verde deve essere guidata da criteri scientifici per evitare interventi frammentati o poco efficaci. La distribuzione ottimale delle nuove foreste urbane richiede infatti una valutazione integrata dei servizi ecosistemici e delle caratteristiche territoriali, soprattutto in un contesto di risorse limitate e crescente pressione sugli ecosistemi urbani.

Un elemento chiave dello studio riguarda i tempi di maturazione delle nuove foreste. Gli effetti climatici e ambientali non sono immediati: secondo le stime degli autori, sono necessari almeno 20 anni perché un sistema forestale urbano possa esprimere pienamente i propri benefici in termini di ombreggiamento, riduzione delle temperature e miglioramento della qualità dell’aria.

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Questo implica la necessità di avviare subito i progetti di forestazione, integrandoli nella pianificazione urbana e infrastrutturale. Le città, infatti, sono sempre più riconosciute come nodi strategici nella transizione ecologica, non solo per la riduzione delle emissioni, ma anche per la capacità di adattamento agli effetti del cambiamento climatico.

Lo studio evidenzia inoltre che le diverse funzioni ecosistemiche non sempre coincidono territorialmente: le aree ottimali per la biodiversità non sono necessariamente le stesse utili alla mitigazione climatica o alla gestione idrica. Questo rende necessario un approccio di pianificazione “a mosaico”, capace di bilanciare obiettivi diversi nello stesso territorio urbano e periurbano.

In questo quadro, le grandi città italiane diventano laboratori prioritari per la sperimentazione di nuove strategie di forestazione urbana, in grado di coniugare resilienza climatica, qualità della vita e rigenerazione ecologica degli spazi urbani.