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- Di Redazione BoLab
INGV e OGS ricostruiscono il terremoto del Friuli con una StoryMaps interattiva tra dati, testimonianze e ricostruzione
A cinquant’anni dal terremoto che nel 1976 colpì il Friuli Venezia Giulia, l’ INGV e l’ OGS hanno pubblicato una nuova StoryMaps interattiva (questo il link diretto) che ripercorre la sequenza sismica, gli impatti sul territorio e il percorso di ricostruzione delle comunità colpite. L’iniziativa integra dati scientifici, materiali d’archivio e testimonianze, trasformando uno degli eventi sismici più rilevanti della storia italiana recente in un racconto digitale geolocalizzato.
La piattaforma, intitolata “Quella notte una sola notizia. Friuli 1976, storie di una comunità tornata a vivere”, articola il racconto in più capitoli e combina mappe, fotografie storiche e contenuti multimediali per ricostruire sia la dinamica dell’evento sia la risposta della società e delle istituzioni.

Il terremoto principale, avvenuto il 6 maggio 1976, e le successive scosse dell’estate e dell’autunno, hanno rappresentato una delle sequenze sismiche più distruttive del secondo dopoguerra in Italia, con effetti estesi su un’ampia porzione del territorio regionale.
La StoryMaps non si limita alla ricostruzione geologica e sismologica dell’evento, ma approfondisce anche la fase di emergenza e quella della ricostruzione, evidenziando il ruolo della gestione istituzionale e della risposta delle comunità locali. In particolare, vengono documentati il cosiddetto “Modello Friuli” e le modalità con cui la ricostruzione ha integrato interventi economici, sociali e urbanistici.
Un elemento centrale del progetto è l’integrazione tra scienza e narrazione territoriale: la piattaforma consente di esplorare i luoghi colpiti attraverso mappe interattive e punti georeferenziati, collegando dati tecnici e testimonianze dirette. Questo approccio permette di trasformare l’evento sismico in un archivio dinamico, utile sia per la ricerca sia per la memoria collettiva.

La ricostruzione del Friuli viene inoltre raccontata come un caso emblematico di gestione post-disastro, caratterizzato da un forte coordinamento tra istituzioni nazionali e locali e da una pianificazione che ha permesso la progressiva ripresa del tessuto economico e sociale nell’arco di circa un decennio.
Il progetto si inserisce nel più ampio filone di digitalizzazione dei dati geofisici e di comunicazione scientifica aperta, in cui strumenti come le StoryMaps diventano un ponte tra ricerca, protezione civile e cittadinanza. L’obiettivo è rendere accessibili informazioni complesse attraverso formati visuali e interattivi, migliorando la comprensione dei rischi naturali e della loro gestione.
In questo quadro, la StoryMaps sul Friuli 1976 rappresenta non solo un archivio storico, ma anche uno strumento di analisi contemporanea, utile per comprendere come la memoria degli eventi estremi possa contribuire alla pianificazione della resilienza territoriale futura.



