728 x 90

Taranto riparte: 800 milioni per la svolta green

--
  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Industria, bonifiche, porto ed energia: il piano per trasformare Taranto in un polo della transizione sostenibile

Taranto torna al centro delle strategie industriali italiane sulla transizione ecologica. La città pugliese, storicamente legata alla siderurgia pesante e alle criticità ambientali dell’ex Ilva, è oggi uno dei territori su cui si concentrano alcuni dei più importanti investimenti nazionali legati a decarbonizzazione, rigenerazione industriale e sostenibilità urbana. Il valore complessivo dei progetti in corso supera gli 800 milioni di euro.

Il piano coinvolge infrastrutture portuali, energie rinnovabili, economia circolare, bonifiche ambientali e innovazione industriale. Una parte centrale riguarda il porto di Taranto, considerato strategico per la logistica del Mediterraneo e per lo sviluppo delle nuove filiere energetiche legate all’idrogeno e ai combustibili alternativi. Negli ultimi anni il porto ha avviato progetti di elettrificazione delle banchine e potenziamento logistico coerenti con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del trasporto marittimo.

>

Parallelamente proseguono gli interventi collegati alla decarbonizzazione dell’industria siderurgica. L’acciaieria ex Ilva — oggi Acciaierie d'Italia — resta uno dei siti industriali più discussi d’Europa dal punto di vista ambientale. La prospettiva delineata negli ultimi anni punta a una progressiva riduzione dell’utilizzo del carbone attraverso tecnologie meno emissive, anche se il percorso resta complesso sotto il profilo economico e industriale.

Una parte significativa delle risorse è destinata anche alle bonifiche ambientali. Taranto è infatti uno dei principali Siti di Interesse Nazionale (SIN) italiani, con interventi che riguardano suolo, falde e aree industriali contaminate da decenni di attività produttive. Le operazioni coinvolgono istituzioni nazionali, enti locali e autorità ambientali in un processo che richiederà ancora molti anni.

Il programma comprende inoltre investimenti nella produzione di energia rinnovabile, nell’efficienza energetica e nella ricerca applicata alla sostenibilità industriale. In quest’ambito, Taranto viene spesso indicata come laboratorio nazionale della transizione energetica per aree industriali complesse.

>

Anche il sistema universitario e della ricerca è coinvolto nei nuovi progetti. Collaborazioni con centri tecnologici e istituzioni accademiche puntano a sviluppare competenze su economia circolare, monitoraggio ambientale e innovazione energetica.

La sfida resta però estremamente delicata. Taranto rappresenta uno dei casi più emblematici del rapporto tra industria pesante, occupazione e ambiente in Italia. La trasformazione ecologica del territorio richiederà tempi lunghi, investimenti continui e una forte capacità di coordinamento tra politica industriale e tutela ambientale.

Nel frattempo, gli oltre 800 milioni di euro annunciati rappresentano uno dei più rilevanti programmi italiani di riconversione sostenibile, in una città che continua a essere simbolo delle contraddizioni — ma anche delle opportunità — della transizione green europea.