728 x 90

Senza api rischiamo il collasso: le città corrono ai ripari

--
  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Infrastrutture verdi, corridoi ecologici e agricoltura sostenibile: così l’Italia prova a fermare il declino degli impollinatori

Le infrastrutture verdi stanno diventando uno degli strumenti più importanti per contrastare la crisi degli impollinatori, una delle emergenze ambientali più critiche per ecosistemi e agricoltura globale. Api, farfalle, bombi e altri insetti impollinatori sono infatti fondamentali per la riproduzione di moltissime specie vegetali e per la produttività agricola, ma negli ultimi decenni le loro popolazioni hanno registrato un forte declino a causa di cambiamenti climatici, perdita di habitat, pesticidi e frammentazione del territorio.

Il tema è stato rilanciato dal progetto europeo  Life Beeadapt che ha sperimentato interventi di adattamento climatico e tutela degli impollinatori in diverse aree italiane. Il progetto ha coinvolto enti locali, aziende agricole e associazioni attraverso la realizzazione di habitat favorevoli, nuove piantumazioni e sistemi ecologici connessi. Secondo i dati diffusi, nelle aree pilota sono stati messi a dimora oltre 100 alberi e circa 7.000 arbusti e piante mellifere, mentre decine di aziende agricole hanno aderito a protocolli di gestione sostenibile del territorio.

>

L’obiettivo principale è creare infrastrutture verdi resilienti ai cambiamenti climatici: fasce alberate, corridoi ecologici, prati stabili e aree agricole diversificate capaci di offrire nutrimento e rifugio agli insetti impollinatori durante tutto l’anno. Si tratta di interventi che uniscono biodiversità, gestione urbana e adattamento climatico.

Secondo la Commissione Europea, circa il 75% delle colture agricole europee dipende almeno in parte dall’impollinazione animale. Il valore economico di questo servizio ecosistemico viene stimato in miliardi di euro all’anno. Tuttavia, i più recenti rapporti europei sulla biodiversità mostrano che molti obiettivi di tutela al 2030 sono ancora a rischio.

Le infrastrutture verdi vengono oggi considerate una delle principali risposte sistemiche al problema. Non si parla più soltanto di aree protette isolate, ma di reti ecologiche diffuse nei territori agricoli e urbani. In molte città europee stanno aumentando interventi come tetti verdi, aiuole mellifere, forestazione urbana e riduzione dello sfalcio intensivo dei prati pubblici.

>

Anche il settore agricolo è chiamato a trasformarsi. La progressiva diffusione dell’agricoltura rigenerativa e delle pratiche agroecologiche punta a ridurre l’uso di pesticidi e a ripristinare habitat naturali nelle aree coltivate. Secondo diversi studi scientifici internazionali, la semplificazione estrema dei paesaggi agricoli è uno dei fattori che più contribuiscono alla perdita di biodiversità degli insetti impollinatori.

Il progetto Life Beeadapt viene inoltre indicato come possibile modello replicabile per il futuro Nature Restoration Law, il regolamento europeo che punta al ripristino degli ecosistemi degradati entro il 2050.

La sfida, però, resta enorme. Il cambiamento climatico modifica tempi di fioritura, disponibilità di acqua e distribuzione delle specie vegetali, alterando l’equilibrio ecologico su cui si basa l’impollinazione naturale. Per questo le infrastrutture verdi vengono sempre più considerate non solo strumenti ambientali, ma vere opere strategiche di adattamento climatico per le città e per i sistemi agricoli europei.