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- Di Aurelio Coppi
Tutte le più recenti norme e aggiornamenti legislativi italiani sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con impatti su imprese e professionisti

Il quadro normativo italiano sulla sicurezza sul lavoro entra in una fase di rinnovamento profondo e operativo, con novità legislative e attuative che riguardano formazione, prevenzione, controlli ispettivi e incentivi alle imprese più virtuose.
Al centro dell’attenzione c’è l’evoluzione del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito nella Legge 29 dicembre 2025, n. 198, che introduce misure urgenti per rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e nella protezione civile, con un forte focus su formazione, controlli, sistemi digitali e responsabilità delle imprese.
Questi interventi si aggiungono agli aggiornamenti al Testo Unico sulla salute e sicurezza (D.Lgs. 81/08) e agli Accordi Stato-Regioni che ridefiniscono le modalità di formazione obbligatoria. In un contesto caratterizzato da un’attenzione crescente alle condizioni di lavoro e all’efficacia della prevenzione, questi aggiornamenti rappresentano punti di riferimento indispensabili per datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), medici competenti e consulenti in materia di sicurezza sul lavoro.

Decreto sicurezza lavoro 2025: quadro e impatti principali
Il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, ora legge di conversione n. 198/2025, costituisce la pietra angolare delle recenti novità in materia di sicurezza sul lavoro. La normativa, entrata in vigore a fine 2025, si inserisce con misure urgenti finalizzate a rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tra i pilastri dell’intervento emergono:
- Incentivi per imprese virtuose: si autorizza INAIL a revisione delle aliquote contributive in base all’andamento infortunistico, favorendo riduzioni per aziende che dimostrano risultati concreti nella prevenzione.
- Estensione della tutela INAIL agli studenti coinvolti in percorsi scuola-lavoro, con copertura anche per gli infortuni in itinere, superando così alcune lacune applicative del passato.
- Potenziamento delle ispezioni e delle risorse umane dedicate: sono previste assunzioni aggiuntive per ispettori del lavoro e personale tecnico per rafforzare l’attività di controllo e vigilanza.
Sistema integrato di prevenzione
L’obiettivo dichiarato dal legislatore è creare un sistema integrato di prevenzione che non si limiti alla mera sanzione delle irregolarità, ma incentivi comportamenti virtuosi e l’adozione di modelli organizzativi efficaci.

Formazione sulla sicurezza: nuovi standard e accordi Stato-Regioni
Un elemento centrale delle novità riguarda la formazione obbligatoria per lavoratori, preposti, dirigenti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Il percorso formativo è stato oggetto di un nuovo Accordo Stato-Regioni entrato ufficialmente in vigore il 24 maggio 2025, che unifica criteri, durate, contenuti e modalità di erogazione della formazione su tutto il territorio nazionale.
Le principali novità includono:
- Standard formativi più rigorosi e uniformi su scala nazionale;
- Verifica finale obbligatoria con superamento di una soglia minima per attestare l’efficacia dell’apprendimento;
- Refresher periodici per figure chiave, come i preposti di cantiere, con aggiornamenti biennali.
Queste modifiche mirano a garantire non solo l’adempimento formale degli obblighi, ma anche l’acquisizione concreta delle competenze necessarie a prevenire rischi e incidenti. La crescente attenzione alla qualità della formazione è, in effetti, una risposta alle criticità emerse nei dati sugli infortuni sul lavoro e alle richieste delle parti sociali.

Digitale e controlli in cantiere: badge, tracciabilità e partnership istituzionali
Un’altra novità di rilievo riguarda l’introduzione del badge digitale per i cantieri, uno strumento di identificazione personale interoperabile con il sistema SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa). L’obiettivo è garantire la tracciabilità della presenza dei lavoratori nei luoghi di lavoro ad alto rischio, come i cantieri, riducendo l’irregolarità e migliorando la qualità dei controlli ispettivi.
La digitalizzazione dei processi di controllo viene vista come uno strumento chiave per:- Snellire e rendere più efficaci i controlli delle autorità;
- Incrociare dati da diverse banche dati nazionali;
- Incentivare comportamenti conformi attraverso la trasparenza e la responsabilizzazione.
Questa misura, sebbene già attesa da tempo e sperimentata in alcune aree pilota, assume ora un ruolo centrale nella strategia di prevenzione nazionale.



Evoluzione del Testo Unico e temi speciali
Accanto alle novità emergenti dal decreto e dagli accordi, il Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08) si aggiorna con interventi che toccano diversi profili tecnici e applicativi. Secondo le ultime versioni aggiornate, si registrano modifiche su:
- Norme relative ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI);
- Gestione del rischio di violenza e molestie sul lavoro;
- Procedure legate alle accertamenti sanitari preventivi e periodici;
- Introduzione di specifiche su near miss (quasi incidenti) e loro analisi come strumento di prevenzione attiva.
Questi aggiornamenti confermano la tendenza normativa a integrare aspetti organizzativi, tecnologici e comportamentali nella gestione della sicurezza, più che concentrarsi esclusivamente su adempimenti formali.

Conclusioni: applicazione e prospettive operative
Le normative recenti delineano un sistema di sicurezza sul lavoro più integrato, digitale e orientato alla prevenzione attiva. Le imprese devono prepararsi ad adeguare le proprie procedure interne, investendo non solo nella formazione ma anche in strumenti digitali, cultura della sicurezza e monitoraggio dei rischi. L’attenzione alla qualità della formazione, alla tracciabilità dei lavoratori nei contesti più rischiosi e alla premialità per le imprese virtuose rappresenta un cambio di paradigma rispetto ai modelli precedenti.

In prospettiva, l’efficacia di queste misure sarà valutata anche dal numero di incidenti evitati e dalla capacità di trasformare gli adempimenti in strumenti operativi di gestione del rischio. In tal senso, la combinazione di incentivi, controlli e standard formativi uniformi costituisce oggi l’asse principale della normativa italiana di settore.



