- INFO POINT
- Di Redazione BoLab
Un'idea italiana trasforma le scaglie di pesce in un packaging biodegradabile: economia circolare e innovazione si incontrano
Quello che per l'industria ittica rappresenta un rifiuto potrebbe presto diventare una delle materie prime più promettenti per il packaging sostenibile. È l'intuizione che ha portato Michele Carbotti a sviluppare un innovativo materiale biodegradabile ottenuto dagli scarti della lavorazione del pesce, in particolare dalle scaglie, dando vita a un progetto imprenditoriale che punta a coniugare economia circolare, riduzione dei rifiuti e sostituzione della plastica tradizionale.
L'idea nasce dall'osservazione di un problema comune a tutta la filiera della pesca. Ogni anno migliaia di tonnellate di sottoprodotti – tra cui teste, lische, pelle e scaglie – vengono destinate a usi a basso valore aggiunto oppure smaltite, nonostante contengano biomolecole di elevato interesse industriale. Carbotti ha individuato proprio nelle scaglie un materiale con caratteristiche meccaniche e strutturali particolarmente interessanti, trasformandole nella base di un nuovo biocomposito destinato al settore degli imballaggi.

Il materiale sviluppato sfrutta componenti naturali già presenti negli scarti ittici e si inserisce nella crescente ricerca di alternative ai polimeri derivati dal petrolio. L'obiettivo non è soltanto realizzare un prodotto biodegradabile, ma ottenere anche elevate prestazioni in termini di resistenza, leggerezza e versatilità, caratteristiche indispensabili per competere con i materiali oggi utilizzati nel packaging alimentare e industriale. Secondo quanto riportato da Le Scienze, l'azienda nata da questa intuizione punta infatti a sviluppare imballaggi sostenibili capaci di trovare applicazione in diversi comparti produttivi.
La ricerca si inserisce in un settore in forte espansione. Secondo la Commissione europea, il recupero dei sottoprodotti della pesca rappresenta una delle direttrici più promettenti della bioeconomia circolare, perché consente di valorizzare materiali già disponibili senza incrementare il consumo di nuove risorse naturali. Dalle biomasse ittiche possono essere estratti collagene, gelatina, minerali e altre sostanze utilizzabili nei settori biomedicale, cosmetico, alimentare e dei materiali avanzati. Le scaglie, ricche di collagene e di una particolare architettura minerale, offrono inoltre interessanti proprietà meccaniche che la ricerca sta studiando da anni.
Anche il mondo scientifico guarda con crescente interesse a queste soluzioni. Numerosi studi internazionali stanno valutando materiali ottenuti da chitina, collagene e altri composti derivati dagli scarti agroalimentari come possibili sostituti delle plastiche monouso. Sebbene le prestazioni ambientali dipendano dall'intero ciclo produttivo, il recupero di sottoprodotti già esistenti consente generalmente di ridurre il consumo di materie prime vergini e di limitare la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento.

Per l'Italia il tema assume un valore particolare. Il Paese dispone di una filiera agroalimentare e ittica tra le più importanti d'Europa, nella quale la valorizzazione degli scarti rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo dell'economia circolare. Le normative europee spingono sempre più verso il recupero delle biomasse e la progettazione di materiali riciclabili o biodegradabili, mentre cresce la domanda di imballaggi con un'impronta ambientale inferiore rispetto alle plastiche convenzionali.
Il progetto di Michele Carbotti dimostra come l'innovazione possa nascere anche dall'osservazione di ciò che normalmente viene considerato un semplice rifiuto. Trasformare gli scarti di pescheria in una nuova materia prima significa infatti aumentare il valore della filiera, ridurre gli sprechi e contribuire alla sostituzione di materiali fossili con risorse rinnovabili. Una direzione perfettamente coerente con gli obiettivi europei di transizione ecologica, nella quale ricerca scientifica, design dei materiali ed economia circolare convergono per dare nuova vita a ciò che fino a ieri finiva tra gli scarti.



