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- Di Redazione BoLab
La XVIII Giornata Nazionale delle Miniere ha rilanciato il ruolo dei siti minerari tra memoria industriale e sostenibilità
La XVIII Giornata Nazionale delle Miniere (tenutasi il 30 maggio scorso) ha riportato al centro del dibattito pubblico il valore storico, scientifico e ambientale del patrimonio minerario italiano. L’iniziativa, che si è svolta in tutta Italia attraverso visite guidate, eventi divulgativi, aperture straordinarie e attività didattiche, ha coinvolto decine di siti minerari storici con l’obiettivo di valorizzare un’eredità industriale che oggi assume anche nuovi significati legati alla sostenibilità e alla transizione energetica.
La manifestazione è stata promossa da REMI – Registro Italiano dei Musei e Parchi Minerari insieme ad ISPRA, Associazione Nazionale Ingegneri Minerari , EuroGeoSurveys e numerosi enti territoriali, musei, parchi geominerari e istituzioni locali impegnate nella tutela del patrimonio geologico e industriale nazionale.
L’edizione 2026 ha mostrato come il tema delle miniere non riguardi più soltanto la memoria del passato industriale italiano. Oggi molte aree minerarie dismesse vengono infatti considerate laboratori di rigenerazione territoriale, turismo scientifico, recupero ambientale e persino approvvigionamento strategico di materie prime critiche.

In diverse regioni italiane — dalla Sardegna alla Toscana, fino alle Alpi — i siti minerari storici stanno vivendo una nuova fase di valorizzazione culturale e scientifica. Alcuni complessi sono stati trasformati in geoparchi, musei tecnico-scientifici e centri di ricerca dedicati a geologia, energia e cambiamento climatico. Tra i casi più noti figura il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO come uno dei principali esempi europei di recupero del patrimonio minerario.
La Giornata Nazionale delle Miniere ha inoltre evidenziato il legame crescente tra georisorse e transizione energetica. Litio, rame, terre rare, nichel e grafite sono oggi materiali fondamentali per batterie, reti elettriche, turbine eoliche e tecnologie digitali. Secondo la Commissione Europea, la domanda di alcune materie prime strategiche potrebbe aumentare in modo esponenziale entro il 2040 a causa della diffusione delle tecnologie low carbon.
Questo scenario sta riaprendo il dibattito europeo sull’autonomia strategica mineraria. Anche in Italia sono in corso studi geologici e progetti di mappatura per valutare la presenza di risorse considerate strategiche per la transizione ecologica. Parallelamente cresce l’attenzione verso il cosiddetto “urban mining”, cioè il recupero di metalli e materiali critici dai rifiuti tecnologici e industriali.

Durante la manifestazione sono stati organizzati eventi dedicati anche alla sicurezza mineraria, alla bonifica ambientale e alla tutela dei lavoratori. Molte ex miniere italiane restano infatti aree ambientalmente delicate, interessate da fenomeni di contaminazione storica o dissesto idrogeologico.
La XVIII Giornata Nazionale delle Miniere ha quindi mostrato un cambiamento culturale importante: le miniere non vengono più percepite soltanto come simboli dell’industrializzazione del passato, ma come luoghi chiave per comprendere le sfide future legate a energia, sostenibilità, approvvigionamento di risorse e rigenerazione dei territori.



