- INFO POINT
- Di Aurelio Coppi
- CLT e legno ingegnerizzato: la rivoluzione struttu
- Il legno come deposito naturale di carbonio
- Cantieri più veloci e meno impattanti
- Sicurezza antincendio: il grande tema da chiarire
- Dalle case agli uffici: il boom europeo del mass t
- Scuole, biblioteche e università in legno
- Le tecnologie del futuro: IA, robotica e prefabbri
- La sfida ambientale: costruire senza danneggiare l
- Le tecnologie del futuro: IA, robotica e prefabbri
Dalle scuole agli uffici: il boom del legno che cambia l’edilizia e riduce l’impatto ambientale
Per decenni il legno è stato considerato un materiale adatto soprattutto alle abitazioni unifamiliari o alle costruzioni tradizionali. Oggi, invece, rappresenta una delle tecnologie più studiate e promettenti per ridurre l’impatto ambientale del settore edilizio. Grazie all’evoluzione dell’ingegneria dei materiali, alla diffusione del legno strutturale e allo sviluppo di sistemi costruttivi avanzati come il Cross Laminated Timber (CLT), il Glulam (legno lamellare incollato) e il Laminated Veneer Lumber (LVL), il legno sta entrando in edifici pubblici, infrastrutture, campus universitari, scuole, ospedali e persino grattacieli.
La questione è particolarmente rilevante perché il settore delle costruzioni è responsabile di circa il 37-40% delle emissioni globali di CO2 legate all’energia, considerando sia le emissioni operative degli edifici sia quelle incorporate nei materiali da costruzione. Cemento e acciaio, pilastri dell’edilizia moderna, richiedono infatti enormi quantità di energia per essere prodotti. Il legno, al contrario, è una risorsa rinnovabile che durante la crescita degli alberi assorbe anidride carbonica dall’atmosfera e la immagazzina per decenni all’interno delle strutture.

Secondo numerosi studi pubblicati negli ultimi anni, le costruzioni in legno ingegnerizzato possono ridurre significativamente il cosiddetto embodied carbon, ovvero le emissioni associate alla produzione dei materiali e alla realizzazione dell’edificio. Non si tratta però soltanto di una questione climatica. Il legno consente cantieri più rapidi, minori consumi energetici, riduzione dei rifiuti da costruzione e una maggiore possibilità di riutilizzo dei componenti in ottica di economia circolare.
Negli ultimi anni città come Stoccolma, Amsterdam, Copenhagen, Toronto e Vancouver hanno avviato programmi per incrementare l’utilizzo del legno nelle nuove costruzioni. Parallelamente, la ricerca sta sviluppando materiali sempre più performanti in termini di resistenza strutturale, durabilità e sicurezza antincendio.
Rimangono tuttavia alcune sfide aperte: la gestione sostenibile delle foreste, la disponibilità delle materie prime, i costi industriali, la normativa e la necessità di evitare che la crescita della domanda provochi pressioni eccessive sugli ecosistemi forestali. Il futuro dell’edilizia in legno dipenderà quindi dalla capacità di coniugare innovazione tecnologica, pianificazione forestale e sostenibilità ambientale.


CLT e legno ingegnerizzato: la rivoluzione strutturale
La vera svolta dell’edilizia contemporanea in legno è rappresentata dall’introduzione dei materiali ingegnerizzati. Tra questi il più noto è il CLT, Cross Laminated Timber, costituito da pannelli formati da più strati di tavole sovrapposte e incollate con orientamento alternato delle fibre.
Questo sistema consente di ottenere elementi strutturali estremamente rigidi e resistenti, utilizzabili per pareti, solai, coperture e nuclei portanti degli edifici. A differenza del legno tradizionale, il CLT permette di realizzare costruzioni multipiano con prestazioni paragonabili a quelle del cemento armato.
Accanto al CLT si stanno diffondendo il Glulam, formato da lamelle incollate che permettono di realizzare travi di grandi dimensioni, e il LVL, utilizzato soprattutto per applicazioni ad alte prestazioni meccaniche.
Secondo recenti studi pubblicati sulla rivista Sustainability, gli edifici realizzati in mass timber possono ridurre le emissioni incorporate tra il 14% e oltre il 50% rispetto alle strutture equivalenti in cemento e acciaio.
Il legno come deposito naturale di carbonio
Uno dei principali vantaggi ambientali delle costruzioni in legno riguarda la capacità di immagazzinare carbonio.
Durante la crescita, gli alberi assorbono CO2 attraverso la fotosintesi. Quando il legno viene utilizzato per realizzare edifici, quel carbonio rimane stoccato all’interno della struttura per decenni o persino secoli.
Secondo numerose analisi LCA (Life Cycle Assessment), il legno rappresenta oggi uno dei pochi materiali da costruzione in grado di combinare funzione strutturale e capacità di sequestro del carbonio.

Il beneficio ambientale aumenta quando il materiale proviene da foreste certificate e gestite in modo sostenibile. In questi casi la riforestazione e il rinnovo delle risorse forestali consentono di mantenere attivo il ciclo di assorbimento della CO2.
Non a caso l’IPCC considera l’espansione dell’uso del legno strutturale una delle strategie utili per ridurre le emissioni del settore edilizio.

Cantieri più veloci e meno impattanti
Uno degli aspetti meno noti riguarda la fase di costruzione; i componenti in legno vengono generalmente prefabbricati in stabilimento attraverso processi industrializzati e successivamente assemblati in cantiere. Questo approccio riduce tempi di realizzazione, trasporti, rumore, polveri e produzione di rifiuti.
Secondo diversi operatori europei del settore, un edificio in mass timber può essere completato in tempi significativamente inferiori rispetto a una struttura tradizionale in cemento armato.
La minore massa dei componenti consente inoltre di ridurre le dimensioni delle fondazioni e l’utilizzo di mezzi pesanti durante la costruzione.
Questi vantaggi risultano particolarmente rilevanti nelle aree urbane densamente popolate, dove l’impatto dei cantieri rappresenta spesso uno dei principali problemi per residenti e amministrazioni.



Sicurezza antincendio: il grande tema da chiarire
Uno degli aspetti che più frequentemente genera dubbi riguarda il comportamento del legno in caso di incendio.
In realtà il legno ingegnerizzato presenta caratteristiche molto diverse rispetto al legno tradizionale utilizzato nei piccoli edifici. Elementi come CLT e Glulam sviluppano uno strato carbonizzato superficiale che protegge gli strati interni rallentando la perdita di capacità strutturale.
Numerose normative europee hanno introdotto procedure specifiche per la progettazione antincendio degli edifici in mass timber, consentendo la realizzazione di strutture sempre più complesse.
Rimangono comunque necessarie verifiche rigorose, soprattutto negli edifici multipiano e negli spazi pubblici ad alta frequentazione. La sicurezza antincendio continua infatti a rappresentare uno degli ambiti più studiati dalla ricerca internazionale sul legno strutturale.
Dalle case agli uffici: il boom europeo del mass timber
Negli ultimi anni l’Europa è diventata uno dei principali laboratori mondiali dell’edilizia in legno.
In Danimarca è stato completato WoodHub, considerato il più grande edificio per uffici in legno del Paese. Situato a Odense, ospita circa 1.600 dipendenti pubblici e utilizza oltre 31.000 metri quadrati di strutture in mass timber. Secondo i progettisti il complesso riduce di circa 5.400 tonnellate le emissioni di CO2 rispetto a una costruzione convenzionale.
Nei Paesi Bassi il progetto SAWA di Rotterdam è diventato uno dei simboli dell’architettura circolare europea. L’edificio utilizza CLT e legno lamellare per gran parte della struttura portante e riduce drasticamente l’impiego di cemento.
Anche Francia, Germania, Austria e Paesi nordici stanno aumentando rapidamente il numero di edifici pubblici realizzati con sistemi costruttivi in legno.



Scuole, biblioteche e università in legno
Uno dei settori in maggiore crescita è quello degli edifici pubblici. In Canada è in fase avanzata il nuovo Saskatoon Central Library, una grande biblioteca pubblica realizzata attraverso sistemi strutturali in CLT e Glulam.
Negli Stati Uniti l’Anthony Timberlands Center for Design and Materials Innovation dell’Università dell’Arkansas rappresenta uno degli esempi più recenti di utilizzo del legno come elemento architettonico, educativo e sperimentale.
Anche molte scuole europee stanno adottando strutture in legno per migliorare prestazioni energetiche, comfort acustico e qualità degli ambienti interni.

Diversi studi mostrano inoltre che gli spazi caratterizzati dalla presenza visibile del legno possono contribuire al benessere psicologico degli utenti e alla riduzione dello stress.
Il legno non viene utilizzato soltanto per edifici residenziali o uffici. Negli ultimi anni numerosi Paesi hanno sviluppato ponti ciclopedonali, coperture ferroviarie, terminal aeroportuali e infrastrutture pubbliche realizzate con elementi strutturali in legno.
Tra i casi più noti vi sono alcune sezioni del nuovo terminal aeroportuale di Zurigo e diversi progetti infrastrutturali nei Paesi scandinavi.
L’elevato rapporto resistenza-peso del legno consente infatti di realizzare strutture leggere ma estremamente performanti. Questa caratteristica risulta particolarmente utile nelle opere dove la riduzione dei carichi rappresenta un vantaggio progettuale significativo.


Le tecnologie del futuro: IA, robotica e prefabbricazione
L’evoluzione dell’edilizia in legno sta accelerando grazie all’integrazione con strumenti digitali avanzati. Robot industriali, progettazione parametrica, intelligenza artificiale e realtà aumentata stanno trasformando la produzione di componenti strutturali sempre più precisi e personalizzati.
La prefabbricazione digitale permette di ridurre errori, sprechi e consumi energetici lungo tutta la filiera produttiva. Parallelamente la ricerca sta lavorando su adesivi a minore impatto ambientale, trattamenti innovativi per aumentare la durabilità e sistemi progettati per il riuso dei componenti a fine vita.
L’obiettivo è trasformare gli edifici in vere e proprie banche di materiali riutilizzabili.


La sfida ambientale: costruire senza danneggiare le foreste
L’espansione delle costruzioni in legno pone inevitabilmente una questione fondamentale: la sostenibilità della gestione forestale.
Numerosi ricercatori sottolineano che i benefici climatici del mass timber dipendono dalla provenienza del materiale e dalla capacità di garantire riforestazione, biodiversità e gestione responsabile delle risorse forestali.
Una crescita non controllata della domanda potrebbe infatti generare pressioni sugli ecosistemi forestali. Per questo motivo certificazioni come FSC e PEFC stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle filiere del legno strutturale.
La sfida futura non sarà soltanto costruire edifici più sostenibili, ma farlo mantenendo intatta la capacità delle foreste di assorbire carbonio, conservare biodiversità e garantire servizi ecosistemici fondamentali.

Il legno come pilastro della decarbonizzazione edilizia
La trasformazione del settore delle costruzioni rappresenta uno degli elementi chiave per raggiungere gli obiettivi climatici europei e internazionali.
Le moderne tecnologie in legno non costituiscono una soluzione unica a tutti i problemi dell’edilizia, ma stanno dimostrando di poter ridurre in modo significativo le emissioni incorporate, migliorare l’efficienza delle costruzioni e favorire modelli più compatibili con l’economia circolare.

Dai grandi uffici pubblici alle scuole, dalle biblioteche alle infrastrutture urbane, il legno sta progressivamente uscendo dalla dimensione sperimentale per diventare una componente strutturale delle città del futuro.
La velocità con cui questa transizione potrà svilupparsi dipenderà dalla capacità di integrare innovazione tecnologica, pianificazione forestale e politiche industriali. Ma una cosa appare ormai evidente: il legno è tornato a essere uno dei materiali più strategici nella corsa globale verso un’edilizia a basse emissioni.






