728 x 90

Agrivoltaico, in Italia investimenti per 1,7 miliardi

--
  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Energia e agricoltura insieme: l’agrivoltaico accelera in Italia tra incentivi PNRR e nuove tecnologie

L’agrivoltaico sta diventando uno dei settori più strategici della transizione energetica italiana. Secondo i dati presentati durante il convegno “Coltivare energia”, promosso da  Legambiente e  Renexia, nel nostro Paese sono previsti investimenti superiori a 1,7 miliardi di euro per lo sviluppo di nuovi impianti agrivoltaici avanzati. Un comparto che punta a integrare produzione agricola ed energia rinnovabile senza sottrarre suolo alle coltivazioni.

L’agrivoltaico rappresenta infatti una delle evoluzioni più avanzate del fotovoltaico tradizionale. Gli impianti vengono progettati per consentire contemporaneamente la produzione agricola e quella elettrica attraverso pannelli rialzati, sistemi mobili o strutture intelligenti capaci di modulare ombreggiamento, umidità e radiazione solare.

Il settore è diventato centrale anche nelle strategie energetiche nazionali grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR destina infatti oltre 1 miliardo di euro allo sviluppo dell’agrivoltaico innovativo, con l’obiettivo di installare almeno 1,04 GW di nuova capacità produttiva entro il 2026.

>

Secondo il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), i progetti finanziabili devono garantire la continuità delle attività agricole e prevedere sistemi di monitoraggio avanzato per verificare effetti su colture, consumo idrico e produttività agricola. L’obiettivo è evitare che gli impianti fotovoltaici si trasformino in semplice occupazione di suolo agricolo.

Il tema è particolarmente rilevante in Italia, dove il dibattito sul consumo di suolo e sulle rinnovabili a terra è diventato sempre più acceso. L’agrivoltaico viene considerato da molti operatori una possibile soluzione per conciliare decarbonizzazione, sicurezza energetica e tutela del settore agricolo.

Secondo Legambiente, il potenziale nazionale è molto elevato. Le tecnologie agrivoltaiche consentirebbero infatti di aumentare la produzione di energia rinnovabile riducendo al tempo stesso l’impatto climatico sull’agricoltura. In alcune sperimentazioni internazionali, l’ombreggiamento controllato dei pannelli ha contribuito a diminuire evaporazione del suolo e stress idrico delle colture, soprattutto nelle aree più esposte a siccità e ondate di calore.

>

Anche la ricerca italiana sta accelerando. ENEA, università e centri di ricerca stanno studiando sistemi agrivoltaici dinamici, pannelli bifacciali e soluzioni digitali capaci di adattare automaticamente inclinazione e ombreggiamento alle esigenze delle colture. Alcuni progetti sperimentali riguardano vigneti, oliveti, ortaggi e produzioni cerealicole.

Tra i casi più avanzati c’è quello sviluppato da EF Solare Italia in Toscana, dove impianti agrivoltaici sperimentali vengono utilizzati per monitorare resa agricola, microclima e produttività energetica. Altri progetti pilota sono attivi in Emilia-Romagna, Sicilia e Puglia, regioni considerate particolarmente adatte allo sviluppo di queste tecnologie grazie all’elevata radiazione solare.

Il settore sta però affrontando anche criticità normative e autorizzative. Le associazioni agricole chiedono regole più chiare per distinguere gli impianti realmente integrati con l’attività agricola dai semplici parchi fotovoltaici mascherati da agrivoltaico. Anche il tema paesaggistico resta centrale, soprattutto nelle aree agricole di pregio o nei territori vincolati.

>

Secondo Terna, l’Italia dovrà aumentare rapidamente la produzione da fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi climatici europei al 2030. In questo scenario l’agrivoltaico potrebbe diventare uno degli strumenti chiave per espandere il fotovoltaico senza aumentare il conflitto sull’utilizzo del territorio agricolo.

La crescita del comparto mostra come il rapporto tra energia e agricoltura stia cambiando rapidamente. Non più settori separati, ma sistemi integrati in cui produzione alimentare, adattamento climatico e generazione elettrica possono convivere nello stesso spazio produttivo. Una trasformazione che nei prossimi anni potrebbe ridefinire il paesaggio energetico e agricolo italiano.