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Idrogeno verde, Bolzano inaugura un polo strategico

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  • Di Redazione BoLab

Hydrogen Adige Valley entra in funzione: energia rinnovabile e trasporto pubblico si uniscono in un modello replicabile

L'Alto Adige rafforza la propria posizione tra i territori italiani più avanzati nella sperimentazione dell'idrogeno verde. A Bolzano è infatti entrato in funzione Hydrogen Adige Valley (HAV), un nuovo polo energetico che integra produzione di energia rinnovabile, generazione di idrogeno tramite elettrolisi e utilizzo del combustibile nel trasporto pubblico locale. Il progetto, realizzato dalla  Provincia Autonoma di Bolzano, da  SASA e da  Alperia, rappresenta uno degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'ambito della strategia nazionale dedicata alle cosiddette Hydrogen Valleys.

L'infrastruttura è stata completata dopo circa un anno di lavori e costituisce un esempio di filiera energetica integrata. Nel sito di Bolzano Sud è stato installato un elettrolizzatore da 2 MW, alimentato da un impianto fotovoltaico dedicato da circa 1,5 MW, capace di produrre ogni anno circa 1,89 GWh di energia rinnovabile. L'elettricità generata viene impiegata per alimentare il processo di elettrolisi dell'acqua, attraverso il quale viene prodotto idrogeno verde destinato principalmente alla mobilità pubblica. La produzione stimata raggiunge circa 130.000 chilogrammi di idrogeno all'anno, equivalenti ad almeno 360 chilogrammi al giorno.

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ph. credits: IIT Hydrogen

L'idrogeno alimenterà la rete di rifornimento dei depositi SASA di Bolzano e Merano, contribuendo alla progressiva decarbonizzazione della flotta del trasporto pubblico. Attualmente l'azienda dispone di circa 50 autobus a zero emissioni tra mezzi elettrici e a celle a combustibile; l'obiettivo dichiarato è superare quota 120 entro il 2030, adottando un mix di tecnologie elettriche e a idrogeno in funzione delle diverse esigenze operative. L'Alto Adige è inoltre uno dei primi territori italiani ad aver sperimentato autobus a idrogeno già oltre dieci anni fa, maturando un'esperienza significativa nella gestione di questa tecnologia.

L'investimento complessivo ammonta a circa 35 milioni di euro ed è sostenuto attraverso i fondi europei di Next Generation EU. Oltre alla produzione di idrogeno, il progetto introduce alcune soluzioni innovative anche sotto il profilo infrastrutturale, come l'installazione di pannelli fotovoltaici sopra le aree di sosta degli autobus, una scelta che consente di produrre energia senza ulteriore consumo di suolo e che potrà contribuire anche all'alimentazione della futura flotta elettrica.

Hydrogen Adige Valley assume anche un valore strategico in chiave europea. L'infrastruttura si inserisce infatti nel progetto del Brenner Green Corridor, il corridoio a basse emissioni destinato a collegare il Mediterraneo con il Nord Europa lungo uno dei principali assi logistici del continente. L'obiettivo è favorire la diffusione di carburanti alternativi per il trasporto pesante e pubblico, contribuendo sia alla riduzione delle emissioni climalteranti sia alla sicurezza energetica attraverso una produzione locale di combustibili rinnovabili.

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ph. credits: autobusweb.com

La realizzazione del polo arriva in una fase cruciale per la strategia italiana sull'idrogeno. Il PNRR ha destinato risorse significative alla nascita delle Hydrogen Valleys, ecosistemi nei quali produzione, distribuzione e utilizzo dell'idrogeno vengono concentrati nello stesso territorio per accelerarne la diffusione e ridurre i costi logistici. Pur rimanendo aperto il dibattito sulla competitività economica dell'idrogeno rispetto ad altre tecnologie di decarbonizzazione, numerosi studi europei indicano che il vettore potrà svolgere un ruolo particolarmente importante nei settori difficili da elettrificare, come il trasporto pesante, alcune applicazioni industriali e lo stoccaggio di energia rinnovabile.

L'esperienza di Bolzano dimostra come la produzione locale di idrogeno possa essere integrata con fonti rinnovabili e servizi di mobilità pubblica, creando una filiera energetica a basse emissioni. La sfida dei prossimi anni sarà verificare la sostenibilità economica di questi modelli e la loro capacità di essere replicati su scala più ampia, contribuendo agli obiettivi europei di neutralità climatica e alla progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.