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- Di Redazione BoLab
Non solo biodiversità: uno studio rivela che il riscaldamento globale potrebbe far scomparire un quarto del patrimonio culturale amazzonico
L'Amazzonia rischia di perdere molto più della sua straordinaria biodiversità. Secondo un nuovo studio coordinato dall'Università di Zurigo e pubblicato su Nature Ecology & Evolution, il cambiamento climatico potrebbe compromettere entro la fine del secolo non soltanto migliaia di specie vegetali, ma anche il patrimonio di conoscenze tradizionali custodito dalle popolazioni indigene.
Il destino della foresta e quello delle comunità che la abitano, infatti, risultano strettamente intrecciati: quando scompaiono le piante utilizzate da secoli per l'alimentazione, la medicina o la costruzione di utensili, rischia di andare perduto anche il sapere tramandato attraverso le lingue native.
La ricerca, guidata dal botanico Rodrigo Cámara-Leret dell'Università di Zurigo, ha analizzato oltre 90.000 informazioni etnobotaniche ricavate da circa 700 fonti raccolte nell'arco di oltre cinque secoli, ricostruendo il rapporto tra più di 400 gruppi indigeni amazzonici e le piante spontanee della foresta. Attraverso modelli climatici basati su differenti scenari emissivi, gli studiosi hanno stimato che entro il 2080 le popolazioni locali potrebbero perdere tra il 28% e il 34% delle specie vegetali oggi utilizzate nella vita quotidiana. Di conseguenza, i servizi ecosistemici forniti da queste risorse naturali – dall'alimentazione ai rimedi medicinali tradizionali – potrebbero ridursi dal 18% fino al 23%.

L'impatto, però, non riguarda esclusivamente l'ambiente. Le conoscenze sull'utilizzo delle piante sono conservate soprattutto nelle lingue indigene, molte delle quali sono oggi a rischio di estinzione a causa della progressiva riduzione delle comunità che le parlano e della crescente pressione esercitata dalla modernizzazione e dalla deforestazione. Lo studio stima che la perdita di queste lingue potrebbe determinare la scomparsa di circa un quarto dell'intero patrimonio bioculturale amazzonico, cancellando competenze sviluppate nel corso di migliaia di anni di convivenza con la foresta.
L'Amazzonia rappresenta uno degli ecosistemi più importanti del pianeta. Ospita oltre il 10% della biodiversità mondiale, regola il ciclo dell'acqua in gran parte del Sud America e svolge un ruolo fondamentale nell'assorbimento dell'anidride carbonica atmosferica. Secondo le valutazioni dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e di numerosi centri di ricerca internazionali, l'aumento delle temperature, associato alla crescente frequenza di siccità estreme e incendi, sta però modificando profondamente il funzionamento della foresta, aumentando il rischio che alcune aree possano trasformarsi progressivamente in ecosistemi più aridi.

A rendere ancora più complessa la situazione contribuisce la continua pressione antropica. Sebbene negli ultimi anni il Brasile abbia rafforzato le politiche di contrasto alla deforestazione illegale, vaste porzioni della foresta amazzonica continuano a essere interessate da espansione agricola, allevamenti, attività estrattive e infrastrutture che frammentano gli habitat naturali. La perdita di copertura forestale non comporta soltanto la diminuzione delle specie vegetali e animali, ma riduce anche la capacità della foresta di adattarsi ai cambiamenti climatici.
Gli autori dello studio sottolineano che biodiversità e diversità culturale non possono essere considerate due aspetti separati. Le popolazioni indigene hanno contribuito per secoli alla gestione sostenibile degli ecosistemi amazzonici e custodiscono un patrimonio di conoscenze che oggi rappresenta una risorsa preziosa anche per la ricerca scientifica, dalla scoperta di nuovi principi attivi fino allo sviluppo di strategie di conservazione più efficaci.



