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Le maxi batterie ridisegnano il futuro dell’energia

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  • Di Redazione BoLab

Gli accumuli diventano strategici per la rete: cresce il mercato BESS e il Paese accelera verso un sistema elettrico più flessibile

L'Italia guarda alla California per affrontare una delle principali sfide della transizione energetica: integrare quote sempre più elevate di energia rinnovabile senza compromettere la stabilità della rete elettrica. Il modello di riferimento è quello dei Battery Energy Storage Systems (BESS), grandi sistemi di accumulo elettrochimico che consentono di immagazzinare l'energia prodotta da impianti fotovoltaici ed eolici quando la produzione supera la domanda, per restituirla alla rete nei momenti di maggiore consumo. Una tecnologia che negli Stati Uniti ha già trasformato il funzionamento del sistema elettrico e che ora sta diventando uno degli asset strategici anche per il mercato italiano.

Negli ultimi anni la crescita delle fonti rinnovabili ha modificato profondamente il profilo della produzione elettrica nazionale. Secondo i dati di Terna, a fine 2025 l'Italia aveva superato i 43 GW di potenza fotovoltaica installata, mentre la capacità di accumulo ha continuato ad aumentare rapidamente grazie sia ai sistemi domestici sia, soprattutto, ai nuovi impianti di grande taglia destinati ai servizi di rete. Questa evoluzione rende gli accumuli un elemento indispensabile per gestire la variabilità della produzione solare ed eolica, limitando le congestioni della rete e riducendo gli sprechi di energia rinnovabile non utilizzata.

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L'esperienza della California viene osservata con particolare interesse perché rappresenta uno dei mercati più avanzati al mondo nel settore dei BESS. Negli ultimi anni lo Stato americano ha installato decine di gigawattora di capacità di accumulo, utilizzandola per compensare il forte incremento della produzione fotovoltaica nelle ore centrali della giornata e garantire energia durante il picco serale dei consumi. Grazie alle batterie è stato possibile ridurre il ricorso alle centrali termoelettriche di riserva, migliorando l'affidabilità del sistema e favorendo una maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili.

Anche il mercato italiano sta entrando in una nuova fase. Se fino a pochi anni fa gli accumuli erano installati prevalentemente in abbinamento agli impianti fotovoltaici residenziali, oggi gli investimenti si stanno spostando verso sistemi utility scale, capaci di fornire servizi di bilanciamento alla rete nazionale. Secondo le elaborazioni di  Italia Solare sui dati Gaudì di Terna, al termine del primo trimestre 2026 risultavano connessi oltre 919.000 sistemi di accumulo, per una capacità complessiva superiore a 18,8 GWh e una potenza installata di circa 7,7 GW. La crescita è trainata soprattutto dai grandi impianti stand-alone, destinati a diventare uno degli strumenti fondamentali per la sicurezza del sistema elettrico.

A sostenere questo sviluppo contribuiscono anche i nuovi strumenti regolatori introdotti da Terna, come il MACSE (Mercato a termine degli stoccaggi elettrici), progettato per favorire la realizzazione di grandi sistemi di accumulo attraverso meccanismi di remunerazione di lungo periodo. Parallelamente continua a evolversi il Mercato della Capacità, che remunera gli impianti in grado di garantire disponibilità di potenza nei momenti di maggiore richiesta, riconoscendo un ruolo crescente anche alle batterie.

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L'obiettivo è duplice: aumentare la flessibilità della rete e consentire una più rapida integrazione delle energie rinnovabili previste dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Secondo gli scenari elaborati da Terna e Snam, per raggiungere gli obiettivi al 2030 sarà necessario arrivare a circa 70 GWh di capacità di accumulo, gran parte dei quali costituiti da impianti di grande taglia distribuiti sul territorio nazionale.

Le batterie non rappresentano però soltanto una soluzione tecnica. Consentono infatti di ridurre le limitazioni alla produzione da fonti rinnovabili, diminuire la dipendenza dagli impianti alimentati a gas durante le ore di punta e migliorare la resilienza della rete in presenza di eventi climatici estremi o improvvisi sbilanciamenti tra domanda e offerta. Inoltre, l'accumulo favorisce lo sviluppo di comunità energetiche, autoconsumo collettivo e nuove forme di gestione intelligente dell'energia.

La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare questa crescita con investimenti nelle infrastrutture di rete, procedure autorizzative più rapide e un quadro regolatorio stabile. L'esperienza della California dimostra che, oltre una certa soglia di produzione rinnovabile, gli accumuli non rappresentano più una tecnologia complementare ma una componente essenziale del sistema elettrico. Per l'Italia, impegnata a raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione, la diffusione dei BESS potrebbe diventare uno dei fattori decisivi per trasformare un sistema basato sulle fonti fossili in una rete sempre più flessibile, resiliente e alimentata da energia pulita.