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- Di Redazione BoLab
Partito il cantiere Eni Storage Systems: l'obiettivo è creare una filiera europea per gli accumuli energetici
L'Italia compie un nuovo passo verso la costruzione di una filiera nazionale delle batterie. A Brindisi sono stati avviati i lavori per la realizzazione del nuovo polo industriale di Eni Storage Systems , destinato alla produzione di celle, moduli e sistemi di accumulo elettrochimico per applicazioni stazionarie. Il progetto rappresenta una delle iniziative più rilevanti nel panorama europeo per lo sviluppo di tecnologie dedicate allo storage dell'energia e si inserisce nella strategia di riconversione industriale del sito Versalis, con l'obiettivo di rafforzare l'autonomia produttiva europea in un settore considerato strategico per la transizione energetica.
Il piano industriale prevede la costruzione di una gigafactory dedicata alla produzione di celle e moduli con tecnologia litio-ferro-fosfato (LFP), affiancata da un impianto per l'assemblaggio di sistemi Battery Energy Storage System (BESS) destinati principalmente alla stabilizzazione delle reti elettriche alimentate da fonti rinnovabili. Una volta completato il progetto, il sito brindisino ospiterà anche attività per la produzione del materiale catodico e per il riciclo delle batterie a fine vita, configurandosi come una filiera industriale integrata secondo i principi dell'economia circolare.

L'iniziativa nasce dalla joint venture Eni Storage Systems, partecipata da Eni e da FIB, società del gruppo Seri Industrial , già attiva nella produzione di accumulatori. Il piano di sviluppo prevede una capacità produttiva complessiva di 16 GWh l'anno entro il 2030, suddivisa tra il nuovo impianto di Brindisi e la gigafactory di Teverola, in provincia di Caserta. Una produzione di questa entità potrebbe contribuire in modo significativo alla crescente domanda europea di sistemi di accumulo, destinata ad aumentare con la diffusione delle energie rinnovabili.
La crescita di questo mercato è particolarmente rapida. Secondo Terna, nei prossimi anni il sistema elettrico italiano avrà bisogno di decine di gigawattora di nuova capacità di accumulo per accompagnare l'espansione del fotovoltaico e dell'eolico prevista dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Anche la Commissione europea considera lo storage una tecnologia strategica per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030 e alla neutralità climatica del 2050.
L'investimento di Brindisi assume inoltre un valore industriale che va oltre il mercato nazionale. Negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato numerose iniziative per ridurre la dipendenza dalle importazioni asiatiche lungo la filiera delle batterie, sostenendo la produzione di celle, materiali attivi e sistemi di accumulo attraverso programmi comunitari e il Net-Zero Industry Act. In questo contesto, la nascita di una piattaforma produttiva italiana contribuisce a rafforzare la competitività europea in un comparto dominato oggi dai produttori cinesi.

La realizzazione del nuovo polo rappresenta anche una tappa della trasformazione industriale dell'area di Brindisi. Il progetto punta infatti a valorizzare competenze già presenti nel territorio, accompagnando la progressiva evoluzione del sito verso produzioni legate alla transizione energetica. La presenza di attività dedicate sia alla produzione sia al futuro riciclo delle batterie consentirà inoltre di recuperare materiali strategici, riducendo il consumo di nuove materie prime e l'impatto ambientale dell'intero ciclo produttivo.
L'avvio del cantiere conferma come lo sviluppo dei sistemi di accumulo stia diventando una delle principali direttrici dell'industria energetica europea. Se il cronoprogramma verrà rispettato, il polo di Brindisi potrà rappresentare uno dei principali hub continentali per la produzione di batterie LFP destinate allo storage, contribuendo a rendere più flessibile la rete elettrica e ad accelerare l'integrazione delle fonti rinnovabili in Italia e nel resto d'Europa.



