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Le fontanelle sfidano la plastica: la rivoluzione parte dall'acqua

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Dalle refill station alle case dell'acqua: ridurre le bottiglie monouso può abbattere l'inquinamento da plastica e le emissioni di CO2

La lotta all'inquinamento da plastica potrebbe partire da un gesto tanto semplice quanto quotidiano: riempire una borraccia. È questo il messaggio che arriva dalla Scozia, dove il programma Top Up Tap ha favorito l'installazione capillare di fontanelle pubbliche, evitando il consumo di circa 20 milioni di bottiglie di plastica monouso.

L'Italia parte da una posizione favorevole. Molti Comuni hanno investito negli ultimi anni nelle cosiddette Case dell'Acqua, impianti che distribuiscono acqua di rete microfiltrata, refrigerata e, in alcuni casi, anche frizzante. A queste si affiancano migliaia di fontanelle pubbliche già presenti nelle città, spesso integrate in applicazioni digitali che ne facilitano la localizzazione. Il patrimonio italiano di punti di erogazione rappresenta una base più estesa rispetto a quella scozzese, ma resta ancora sottoutilizzato rispetto al suo potenziale.

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L'impatto ambientale della riduzione delle bottiglie usa e getta va ben oltre la diminuzione dei rifiuti. La produzione degli imballaggi in PET richiede infatti materie prime, energia e trasporti, mentre la loro gestione comporta ulteriori costi ambientali anche quando vengono correttamente avviati al riciclo. Ridurre il consumo di contenitori monouso significa quindi intervenire sull'intero ciclo di vita del prodotto, limitando sia le emissioni di gas serra sia la dispersione di plastica nell'ambiente.

Il tema assume particolare rilevanza alla luce delle strategie europee sull'economia circolare. La Direttiva europea sulla plastica monouso (SUP) promuove infatti misure di prevenzione prima ancora del riciclo, incentivando il riutilizzo e la diffusione di sistemi di refill. Parallelamente proseguono i negoziati delle Nazioni Unite per un trattato globale contro l'inquinamento da plastica, con l'obiettivo di affrontare l'intero ciclo di vita dei materiali plastici, dalla produzione allo smaltimento.

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Accanto alle infrastrutture, un ruolo decisivo è svolto anche dalla qualità dell'acqua distribuita. In Italia l'acqua destinata al consumo umano è sottoposta a controlli continui da parte dei gestori del servizio idrico e delle autorità sanitarie, secondo standard aggiornati dalla normativa europea e nazionale. Rendere più accessibile questa risorsa significa offrire un'alternativa concreta all'acquisto di acqua confezionata, favorendo al tempo stesso comportamenti più sostenibili.

La diffusione delle fontanelle pubbliche non rappresenta da sola la soluzione al problema dell'inquinamento da plastica, ma costituisce uno degli strumenti più efficaci per agire alla fonte. Se accompagnata da investimenti nelle infrastrutture idriche, campagne di sensibilizzazione e una maggiore diffusione delle borracce riutilizzabili, può contribuire a ridurre milioni di contenitori monouso ogni anno. Una strategia apparentemente semplice che dimostra come, nella transizione verso un'economia più circolare, anche i piccoli gesti quotidiani possano produrre effetti misurabili sull'ambiente.