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Il ponte dei cervi

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In California un wildlife overpass ricuce un corridoio migratorio spezzato dalla U.S. 97 e riduce le collisioni

Il ponte non era ancora finito quando i primi tre cervi mulo lo hanno attraversato. Le fototrappole li hanno registrati il 24 maggio 2026, mentre sulla U.S. 97, nella contea di Siskiyou, il cantiere del Grass Lake Wildlife Crossing era ancora in corso. Secondo la ricostruzione diffusa dai media locali erano passate appena quindici ore dall’uscita degli operai.

Il dato più importante, però, non è la rapidità con cui gli animali hanno trovato il nuovo percorso. È ciò che quella struttura rappresenta: un’infrastruttura stradale progettata non soltanto per far muovere veicoli, ma per restituire continuità a un ecosistema. Il progetto di  Caltrans combina un grande sovrappasso, recinzioni di esclusione, rampe di fuga, griglie agli accessi e un sottopasso. È un esempio concreto di road ecology, la disciplina che studia come ridurre l’effetto barriera esercitato dalle strade sugli habitat e sulle popolazioni animali.

Una strada sulla migrazione

Il Grass Lake Wildlife Crossing si trova nel nord della California, lungo un tratto della U.S. 97 che attraversa foreste e aree utilizzate stagionalmente dalla fauna. Qui la strada intercetta i movimenti di cervi mulo e wapiti, ma nell’area sono presenti anche lupo grigio, puma, orso nero, lince rossa e numerose specie di taglia inferiore.

Il problema era misurabile: tra il 2015 e il 2020 gli addetti di Caltrans hanno rimosso lungo il tratto interessato oltre 50 cervi e 16 wapiti uccisi da collisioni. Era il più alto livello di conflitto tra veicoli e fauna registrato nel District 2. La questione non riguarda solo la mortalità animale. Una strada può dividere aree di alimentazione, riproduzione e svernamento, rendere più difficile la dispersione degli individui e, nel lungo periodo, ridurre gli scambi genetici tra popolazioni. Per questo la progettazione moderna dei wildlife crossing non punta semplicemente a “salvare animali”, ma a ristabilire la permeabilità del paesaggio.

Un ponte largo 43 metri

La struttura principale è un sovrappasso a campata unica situato alla progressiva chilometrica 19,77. Misura circa 30,5 metri nella direzione di attraversamento della strada e quasi 42,7 metri di larghezza: dimensioni che lo rendono più simile a una porzione di territorio sospesa sopra l’asfalto che a un normale ponte pedonale.

La larghezza è un parametro ecologico, non soltanto strutturale. Per gli ungulati e per molte specie diffidenti, un attraversamento ampio riduce la sensazione di costrizione e permette di mantenere una maggiore continuità visiva con l’habitat ai due lati della carreggiata. Il ponte attraversa la U.S. 97 senza trasformare l’opera in un semplice “tunnel” per la fauna. Caltrans stima per la sola componente di capitale destinata alla costruzione un costo equivalente a circa 12,9 milioni di euro, al cambio del 24 agosto 2026. Il completamento dei lavori è previsto nell’autunno 2026, seguito da un anno dedicato all’attecchimento della vegetazione.

Il ponte non basta

Il sovrappasso è soltanto il punto visibile di un sistema molto più esteso. Ai suoi lati Caltrans sta installando circa 3,2 chilometri di recinzioni di esclusione faunistica lungo entrambi i lati della U.S. 97. Le recinzioni raggiungono circa 2,4 metri di altezza e il loro compito non è semplicemente impedire agli animali di attraversare la strada: devono guidarli verso il punto sicuro. È proprio l’accoppiamento tra recinzioni e attraversamento a determinare gran parte dell’efficacia dell’intervento.

Lungo il corridoio sono inoltre previste rampe di fuga, o jump-outs, a intervalli di circa 800 metri. Se un cervo o un wapiti riesce a entrare nello spazio stradale, può utilizzare il rialzo di terreno per saltare verso l’esterno; il dislivello sul lato opposto rende invece difficile compiere il percorso contrario. Agli accessi privati vengono impiegate griglie carrabili che mantengono la continuità della barriera senza chiudere il passaggio ai veicoli.

Anche sotto la strada

La road ecology non prevede una soluzione universale perché specie diverse percepiscono le infrastrutture in modi differenti. Per questo il progetto di Grass Lake comprende anche un sottopasso realizzato con uno scatolare in calcestruzzo armato destinato a funzionare come sottopasso faunistico.

Caltrans lo affianca al grande sovrappasso per aumentare il numero e la varietà delle opportunità di attraversamento. Le linee guida della Federal Highway Administration distinguono infatti numerose tipologie: landscape bridge, wildlife overpass, viadotti, grandi sottopassi per mammiferi, sottopassi scatolari modificati e tunnel per rettili e anfibi. La scelta dipende dalle specie target, dalla topografia, dalla copertura vegetale, dal rumore, dalla luce e dalla posizione rispetto ai reali corridoi di movimento. Un passaggio tecnicamente perfetto nel posto sbagliato può essere quasi inutile; una struttura più semplice collocata su una rotta effettivamente utilizzata può invece diventare molto efficiente.

Sopra deve tornare natura

Un wildlife overpass non termina quando viene completata la struttura portante. La superficie deve trasformarsi progressivamente in habitat. Le linee guida nordamericane raccomandano terreno naturale, vegetazione coerente con quella circostante, schermature, massi e legname morto capaci di creare copertura e microhabitat. A Grass Lake il processo di rinaturalizzazione proseguirà per almeno un anno dopo la conclusione del cantiere.

È una fase funzionale, non decorativa: vegetazione e morfologia degli accessi possono ridurre la percezione del traffico, schermare luci e movimenti dei veicoli e rendere il passaggio parte leggibile del paesaggio. Anche la manutenzione diventa quindi una componente ecologica dell’opera. Recinzioni danneggiate, varchi accidentali o vegetazione non attecchita possono cambiare in modo sostanziale le prestazioni del sistema.

L’esperimento dei compositi

Grass Lake è interessante anche per la ricerca ingegneristica che ha preceduto la costruzione. Il Western Transportation Institute, con Caltrans e altri partner, aveva selezionato un tratto di circa 19 chilometri della U.S. 97 come sito di studio per valutare l’uso dei polimeri rinforzati in fibra di vetro, o FRP, negli attraversamenti faunistici.

I compositi fibrorinforzati combinano fibre strutturali e matrici polimeriche e possono offrire elevato rapporto resistenza-peso, resistenza alla corrosione, prefabbricazione e minori esigenze di manutenzione. Il programma studiava una sovrastruttura modulare in FRP e ne confrontava i costi lungo una vita utile di cento anni con quelli dei materiali tradizionali. La ricerca ha mostrato la fattibilità tecnica del concetto, ma è importante distinguere il prototipo studiato dall’opera effettivamente realizzata: il Grass Lake Crossing costruito da Caltrans non va descritto semplicisticamente come “un ponte tutto in fibra”. Il valore della sperimentazione sta piuttosto nell’aver portato la progettazione dei wildlife crossing dentro il campo dell’innovazione strutturale e dell’analisi del ciclo di vita.

Cento telecamere sul corridoio

Sapere che un animale ha attraversato il ponte una volta non basta a stabilire che il progetto funzioni. Il Road Ecology Center della University of California, Davis ha disposto nell’area circa cento telecamere per misurare l’uso della struttura e dei suoi dintorni. Il 24 maggio 2026 tre cervi mulo sono diventati i primi animali documentati sul nuovo overpass mentre i lavori non erano ancora conclusi.

Le immagini hanno una forte capacità narrativa, ma il monitoraggio di lungo periodo è scientificamente più importante: deve mostrare quali specie utilizzano il passaggio, con quale frequenza, in quali stagioni e se l’impiego aumenta con il tempo. La FHWA segnala che gli animali possono apprendere progressivamente l’esistenza di un attraversamento sicuro; in esperienze monitorate per più anni l’uso da parte di cervi e orsi è continuato a crescere dopo l’apertura. Le telecamere serviranno quindi a capire non solo se il ponte viene attraversato, ma se sta realmente ricostruendo la connettività perduta.

Quando la strada diventa permeabile

Gli attraversamenti faunistici funzionano soprattutto quando vengono pensati come sistemi e non come oggetti isolati. La Federal Highway Administration considera overpass e underpass associati alle recinzioni tra le misure più efficaci per ridurre le collisioni e mantenere gli spostamenti della fauna. In alcuni programmi di monitoraggio, recinzioni applicate a tratti stradali sufficientemente lunghi hanno ridotto le collisioni con la fauna dell’80-100%, anche se i risultati dipendono fortemente dal contesto.

Il punto è che una recinzione da sola può trasformare una strada in una barriera ancora più netta; il passaggio sicuro, da solo, può invece essere ignorato dagli animali che continuano ad attraversare altrove. A Grass Lake i due elementi diventano una sola infrastruttura. È questo il significato più interessante dei tre cervi comparsi mentre il cantiere non era ancora terminato: non hanno imparato una nuova rotta. Hanno ritrovato, sopra la strada, una continuità che la strada aveva interrotto.

Nunzio Manfredi

Redattore e blogger, specializzato in design e architettura