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Spreco alimentare, l’Europa investe

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  • Di Redazione BoLab

Quattro milioni di euro per progetti contro lo spreco alimentare: domande aperte fino al 15 ottobre 2026

L’Unione europea mette sul tavolo 4 milioni di euro per finanziare progetti capaci di ridurre lo spreco alimentare lungo la filiera. Il bando, pubblicato il 16 giugno 2026 dall’ Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA) nell’ambito del Single Market Programme, resterà aperto fino alle 17 del 15 ottobre 2026.

L’obiettivo è sostenere soluzioni già vicine all’applicazione industriale o commerciale: interventi organizzativi, tecnologie per prevenire gli scarti, valorizzazione di eccedenze e sottoprodotti, strumenti rivolti ai consumatori e progetti di redistribuzione attraverso banche alimentari e altri soggetti. La Commissione punta quindi meno sulla ricerca di base e più su iniziative immediatamente trasferibili nella pratica.

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Il bando si inserisce nei nuovi obiettivi europei al 2030 introdotti con la revisione 2025 della direttiva quadro sui rifiuti: ogni Stato membro dovrà ridurre del 10% lo spreco nella trasformazione e produzione alimentare e del 30% pro capite quello generato complessivamente da distribuzione, ristorazione, servizi alimentari e famiglie.

Il problema resta rilevante. Secondo Eurostat, nel 2023 nell’UE sono state generate circa 58,2 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a 130 kg per abitante. Le famiglie da sole ne producono il 53%, circa 69 kg a persona. Seguono industria alimentare, ristorazione, produzione primaria e distribuzione.

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Ridurre gli sprechi significa diminuire anche l’uso inutile di acqua, suolo, energia e fertilizzanti impiegati per produrre cibo che non verrà consumato. La Commissione europea stima inoltre che lo spreco alimentare sia responsabile di circa il 16% delle emissioni di gas serra generate dal sistema alimentare europeo. Per questo il nuovo bando guarda alla prevenzione prima ancora che al trattamento del rifiuto: evitare che il cibo diventi scarto resta la forma più efficiente di economia circolare.