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- Di Redazione BoLab
Nel 2024 ogni europeo ha generato 181 kg di rifiuti da imballaggio: 3,2 kg in più in un anno
Riciclare di più non basta se continuiamo a produrre più imballaggi. Nel 2024 nell’Unione europea sono state generate 81,5 milioni di tonnellate di rifiuti da packaging, equivalenti a 181 kg per abitante. Sono 3,2 kg in più rispetto al 2023 e ben 19,6 kg in più rispetto al 2014. È la fotografia pubblicata da Eurostat il 22 ottobre.
Il materiale più presente rimane carta e cartone, che rappresentano il 40,8% del totale. Seguono plastica con il 19,9%, vetro con il 18,1%, legno con il 16,2% e metalli con il 4,8%. Il dato complessivo resta inferiore al picco del 2022, quando erano stati raggiunti 186,5 kg per abitante, ma il nuovo aumento interrompe la forte diminuzione registrata nel 2023.

La plastica continua a essere uno dei nodi principali. Nel 2024 ogni europeo ha prodotto mediamente 35,9 kg di rifiuti da imballaggi plastici, ma soltanto 15,3 kg sono stati riciclati. Il tasso di riciclo è salito dal 41,6 al 42,4%, mentre nello stesso anno la quantità di plastica generata e quella riciclata sono aumentate entrambe di 0,6 kg per abitante.
L’Italia parte da una situazione relativamente favorevole sul fronte del recupero: secondo CONAI nel 2024 è stato avviato a riciclo il 76,7% degli imballaggi immessi al consumo, circa 10,7 milioni di tonnellate. Nel 2025 la quota è salita al 77,3%. Ma un sistema di riciclo efficiente non elimina il problema a monte: ogni nuovo imballaggio richiede comunque materie prime, energia, trasporto e trattamento a fine vita.

È proprio qui che cambia la strategia europea. Dal 12 agosto 2026 si applica il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, PPWR. Dal 2030 entreranno progressivamente in vigore limiti agli imballaggi inutilmente voluminosi, restrizioni per alcuni prodotti monouso, obiettivi di riutilizzo, quote obbligatorie di plastica riciclata e l’obbligo di rendere riciclabili tutti gli imballaggi immessi sul mercato.
La nuova fotografia Eurostat mostra perché il cambio di prospettiva è necessario. L’economia circolare non può limitarsi a riciclare meglio ciò che buttiamo: deve cominciare a ridurre ciò che diventerà rifiuto.



