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Il calore che sprechiamo

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  • Di Redazione BoLab

Industria e data center disperdono energia preziosa: recuperarla può ridurre consumi, gas ed emissioni in Europa

Non serve sempre produrre nuova energia: una parte è già disponibile, ma finisce nell’aria o nell’acqua sotto forma di calore. Fabbriche, supermercati, depuratori e data center generano continuamente energia termica che spesso viene dissipata. Recuperarla significa usare scambiatori, pompe di calore e reti di teleriscaldamento per riportarla a una temperatura utile e trasferirla dove serve.

Il potenziale è enorme.  Danfoss stima circa 2.860 TWh l’anno di calore in eccesso accessibile nell’Unione europea, un valore vicino alla domanda complessiva di riscaldamento e acqua calda degli edifici nell’UE27 più Regno Unito. Un dato va però precisato: i 3.100 TWh e i 140 miliardi di euro di possibili risparmi citati nelle ultime ore derivano da un’analisi McKinsey sul potenziale globale recuperabile, non dalla sola Europa.

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La tecnologia, in buona parte, esiste già. Secondo l’ Agenzia internazionale dell’energia, grandi quantità di calore sotto i 100 °C vengono ancora disperse. Le pompe di calore industriali possono innalzarne la temperatura e immetterlo nelle reti urbane. I data center sono un caso emblematico: quasi tutta l’elettricità consumata diventa calore e una quota stimata tra il 70 e l’80% può essere recuperata con pompe di calore. Entro il 2030, il loro calore riutilizzato potrebbe fornire fino a 300 TWh di riscaldamento agli edifici europei situati entro 5 km, abbastanza per circa il 10% delle abitazioni.

Il limite non è quindi soltanto tecnico. Servono reti vicine alle sorgenti, investimenti e contratti stabili. Nel 2026 la Commissione europea ha avviato un modello di cooperazione tra operatori dei data center, settore energetico e autorità pubbliche per favorire proprio il riuso del calore nelle reti di teleriscaldamento.

La transizione energetica potrebbe così partire anche da ciò che oggi consideriamo uno scarto: energia già prodotta e pagata che smette finalmente di andare perduta.