CO2 e acqua catturate dall’atmosfera potrebbero alimentare la produzione di metanolo verde anche nelle regioni aride
Produrre metanolo prendendo dall’aria quasi tutte le materie prime necessarie. Non è ancora una tecnologia pronta a sostituire gli impianti convenzionali, ma uno studio pubblicato su Nature Communications mostra che la combinazione tra cattura diretta della CO2, energie rinnovabili ed elettrolisi potrebbe rendere possibile la produzione di metanolo anche in zone dove l’acqua dolce è scarsa.
Il sistema parte dalla Direct Air Capture, o DAC. Materiali assorbenti estraggono dall’atmosfera l’anidride carbonica ma, durante il processo, catturano anche vapore acqueo. Quello che normalmente rappresenta un problema energetico può diventare una risorsa: l’acqua recuperata viene utilizzata per produrre idrogeno tramite elettrolisi, mentre l’idrogeno viene successivamente combinato con la CO2 per sintetizzare metanolo.

I ricercatori hanno simulato questa filiera in oltre 20.000 regioni del pianeta tenendo conto di temperatura, umidità, disponibilità di sole e vento. Nel 97% delle aree analizzate l’acqua estratta dall’atmosfera risulterebbe sufficiente per alimentare il processo senza ricorrere in modo significativo a risorse idriche esterne.
È un risultato importante perché alcune delle zone con il maggiore potenziale fotovoltaico ed eolico sono anche tra le più aride. Le difficoltà aumentano però nelle regioni estremamente calde e secche: con umidità relativa inferiore al 30% la DAC diventa meno produttiva e sono necessari impianti e sistemi di accumulo più grandi.
La tecnologia resta inoltre energivora. L’efficienza complessiva calcolata varia tra il 39 e il 49%, mentre nello scenario al 2050 una domanda globale di 500 milioni di tonnellate di metanolo all’anno potrebbe teoricamente essere soddisfatta con un costo medio di produzione di circa 604 euro per tonnellata.

Il metanolo è già una materia prima fondamentale per l’industria chimica e sta acquisendo interesse anche come combustibile per il trasporto marittimo. Se prodotto con CO2 atmosferica e energia rinnovabile, può ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Non significa trasformare magicamente l’aria in carburante: servono molta energia, impianti e infrastrutture. Ma l’idea cambia una delle regole del gioco: anche CO2 e acqua potrebbero arrivare direttamente dal cielo.



