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Amazzonia, minimo storico

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

In Brasile la deforestazione cala del 41,8% in un anno. Mai così bassa dal 1988. Anche il Cerrado segna un record

La deforestazione dell'Amazzonia brasiliana ha raggiunto il livello più basso da quando sono iniziate le rilevazioni satellitari, nel 1988. Secondo i nuovi dati dell'Istituto nazionale brasiliano per le ricerche spaziali (INPE), tra agosto 2025 e luglio 2026 sono stati distrutti 3.335 km² di foresta, il 41,8% in meno rispetto ai 5.731 km² dell'anno precedente.

Il risultato supera il precedente minimo storico del 2012, quando la superficie disboscata era stata di 4.571 km². Rispetto al 2022, la riduzione raggiunge il 71,2%, segnando una netta inversione di tendenza dopo anni di crescente pressione sull'ecosistema amazzonico.

Il monitoraggio è effettuato attraverso PRODES, il sistema satellitare brasiliano che misura annualmente la perdita di vegetazione naturale. Il dato 2026 è ancora una stima, destinata a essere consolidata attraverso l'analisi completa delle immagini.

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Il miglioramento coincide con il rafforzamento delle politiche ambientali introdotte dal governo di Luiz Inácio Lula da Silva dal 2023. Il ripristino dei programmi di contrasto alla deforestazione, i controlli contro i tagli illegali e le restrizioni economiche per i responsabili della distruzione forestale hanno contribuito a ridurre la pressione sul territorio.

La tendenza positiva riguarda anche il Cerrado, l'immensa savana tropicale brasiliana, fondamentale per la biodiversità e le risorse idriche del Paese. Qui la superficie di vegetazione naturale eliminata è scesa a 5.517 km², con una contrazione del 23,8% e il valore più basso della serie storica iniziata nel 2001.

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I numeri non significano tuttavia che l'emergenza sia superata. In Amazzonia scompaiono ancora mediamente oltre 9 km² di foresta ogni giorno. Inoltre, gli incendi e i fenomeni di degrado possono danneggiare vaste superfici senza essere necessariamente contabilizzati come deforestazione.

La novità è che la distruzione della foresta non appare inevitabile. I risultati brasiliani dimostrano quanto possano incidere il controllo del territorio e la continuità delle politiche di tutela. La sfida sarà trasformare questa riduzione in una tendenza duratura, indispensabile per proteggere la biodiversità e il ruolo dell'Amazzonia negli equilibri climatici globali.