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Migratori senza rotta

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Il 45% degli uccelli migratori è in declino e una specie su nove rischia l’estinzione: l’allarme di BirdLife

Attraversano continenti e oceani seguendo rotte costruite dall’evoluzione in migliaia di anni. Ma per quasi metà degli uccelli migratori del pianeta quei viaggi stanno diventando sempre più difficili. Il nuovo State of the World’s Birds di  BirdLife International mostra che il 45% delle 1.843 specie migratrici analizzate presenta popolazioni in diminuzione. Una su nove è già classificata come minacciata di estinzione.

La situazione cambia a seconda delle rotte. Nel sistema migratorio che collega Asia orientale e Australasia è in declino il 53% delle specie. Tra gli uccelli limicoli, che dipendono soprattutto da coste, lagune e zone umide, la percentuale sale al 54%, mentre riguarda il 49% degli uccelli marini. Particolarmente vulnerabili risultano le specie legate a foreste, ambienti costieri e habitat oceanici.

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Il problema dei migratori è che non basta proteggere un singolo luogo. Durante l’anno possono utilizzare territori distanti migliaia di chilometri: aree di riproduzione, zone di sosta e quartieri di svernamento devono rimanere collegati. La perdita anche di una sola tappa può compromettere l’intero viaggio.

Tra le principali pressioni individuate figurano intensificazione agricola, distruzione degli habitat, specie invasive, cambiamento climatico e caccia o cattura non sostenibili.

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Il simbolo più drammatico è il chiurlottello, Numenius tenuirostris. Dichiarato ufficialmente estinto nel 2025 e osservato con certezza per l’ultima volta in Marocco nel 1995, rappresenta la prima estinzione globale documentata di un uccello nell’Eurasia e nell’Africa continentali negli ultimi secoli.

Non tutti i dati, però, raccontano una sconfitta inevitabile. BirdLife sottolinea che interventi coordinati lungo le rotte migratorie hanno già permesso il recupero di alcune popolazioni. È questa la difficoltà, ma anche la soluzione: un migratore non conosce confini politici. Per salvarlo, neppure la conservazione può fermarsi alla frontiera.