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Clima e predazione (binomio inscindibile)

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  • INFO POINT
  • Di Redazione BoLab

Nel parco di Doñana, crollo dei conigli e anni secchi spingono la lince iberica a predare i nidi del nibbio bruno

La siccità non cambia soltanto quanta acqua resta negli ecosistemi: può cambiare anche chi mangia chi. È quanto mostra uno studio pubblicato il 21 ottobre su Nature e condotto nel Parco nazionale di Doñana, in Andalusia, dove la combinazione tra malattia dei conigli e anni di grave scarsità idrica ha innescato una nuova interazione tra due predatori di vertice: la lince iberica e il nibbio bruno.

Per oltre vent’anni le due specie avevano convissuto senza particolari conflitti, condividendo come risorsa principale il coniglio europeo. Poi, nel 2013, una nuova variante della malattia emorragica del coniglio ha fatto crollare la popolazione locale di oltre il 70%. Finché le zone umide restavano ben allagate, la lince poteva compensare in parte la scarsità di conigli nutrendosi di altre prede, soprattutto uccelli acquatici. Ma durante gli anni di siccità questa alternativa si è drasticamente ridotta. È in queste condizioni che il felino ha iniziato a predare in modo intenso i nidi del nibbio.

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I ricercatori hanno analizzato 1.624 nidi monitorati in tre decenni in un’area di 10 km². Tra il 1993 e il 2012 la predazione della lince aveva distrutto appena l’1% dei nidi osservati. Dopo il collasso dei conigli, però, negli anni secchi il fenomeno è aumentato rapidamente, fino a colpire quasi la metà dei giovani nibbi in prossimità dell’involo. Lo studio mostra anche effetti a catena: il successo riproduttivo del rapace diminuisce, alcuni adulti abbandonano il territorio e la riduzione dei nibbi è stata associata a un aumento di un piccolo rapace insettivoro, la civetta.

Il dato interessante non è che la lince “diventi aggressiva”, ma che un ecosistema sotto pressione riorganizza le proprie relazioni interne. La siccità funziona qui come un interruttore: accende questa nuova predazione solo quando il crollo dei conigli si combina con la scarsità di altre prede.

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La notizia è ancora più significativa perché riguarda una specie simbolo della conservazione europea. Nel 2025 la popolazione di lince iberica ha raggiunto 2.663 individui tra Spagna e Portogallo, massimo storico del monitoraggio coordinato. Ma il caso di Doñana ricorda che salvare una specie non basta, se il suo habitat e la rete ecologica che la sostiene diventano sempre più instabili.

In altre parole, il cambiamento climatico non minaccia solo le singole specie: può riscrivere l’intera rete alimentare.